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Chi usa WhatsApp lo sa bene, difficile passare anche solo qualche ora senza inviare o ricevere uno sticker WhatsApp. E adesso pare che OpenAI voglia entrare a gamba tesa proprio in questo terreno. La novità in arrivo permetterebbe di creare sticker personalizzati su ChatGPT ed esportarli direttamente dentro l’app di messaggistica. Una funzione ancora in fase di sviluppo, ma i segnali ci sono tutti.
Per chi non li conoscesse, gli sticker delle app di messaggistica sono piccole immagini che si mandano in chat, un po’ come le emoji o le GIF. Di solito arrivano raggruppati in pacchetti e possono spaziare dalle illustrazioni fatte su misura a immagini in stile meme con tanto di didascalia. Insomma, roba che ormai fa parte del linguaggio quotidiano di miliardi di persone.
WhatsApp, va detto, una funzione del genere ce l’ha già. Sfrutta Meta AI per generare immagini partendo da un testo scritto dall’utente. Il punto è che ora anche OpenAI sembra voler percorrere la stessa strada, portando la creazione di sticker dentro il suo assistente.
WhatsApp: cosa è stato scovato nell’app Android
Le tracce sono emerse dall’ultima versione dell’app Android di ChatGPT, che contiene diverse stringhe legate proprio alla creazione, all’esportazione e al download degli sticker. Tra le voci individuate compaiono diciture come ChatGPT Stickers, “Aggiungi alle app di chat”, “Aggiungi a WhatsApp”, il riferimento a un minimo di tre sticker, un messaggio d’errore per quando l’aggiunta non riesce e infine l’opzione per scaricare gli sticker.
La funzione porta appunto il nome di ChatGPT Stickers e darà agli utenti la possibilità di aggiungere i propri sticker alle app di messaggistica. Per ora, però, l’unica supportata sembra essere proprio WhatsApp. In pratica basterà toccare l’opzione “Aggiungi a WhatsApp” per trasferire gli sticker creati sotto forma di pacchetto personalizzato dentro l’app.
Un dettaglio interessante riguarda quel minimo di tre sticker richiesto. Non si tratta di un limite imposto da OpenAI, ma di un requisito di WhatsApp stesso. Chi vuole creare un pacchetto, quindi, dovrà per forza preparare almeno tre immagini prima di poterlo esportare.
Quando arriverà davvero
Qui bisogna andarci con i piedi di piombo. La funzione è stata individuata smontando il file dell’applicazione, il classico lavoro di analisi del codice che permette di intercettare novità prima del loro debutto ufficiale. Questo significa una cosa sola, al momento non c’è alcuna certezza su quando la funzione verrà rilasciata al pubblico, né se lo sarà davvero.
Del resto capita spesso che feature scovate in questo modo restino chiuse nei laboratori per mesi, oppure vengano accantonate del tutto. Per ora quel che è certo è che il codice parla chiaro, l’idea di collegare ChatGPT e gli sticker di WhatsApp è concreta e su un tavolo di lavoro di OpenAI. Il resto dipenderà da come e quando l’azienda deciderà di muoversi.










