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Control Resonant su Xbox: Series S senza modalità grafiche

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Control Resonant arriva su XBOX portando con sé una serie di compromessi tecnici che i filmati di confronto rendono piuttosto evidenti, soprattutto quando si mettono una accanto all’altra le due console Microsoft. Su XBOX Series X il gioco propone due modalità grafiche distinte, mentre su XBOX Series S la scelta non esiste proprio: una sola configurazione, nessuna alternativa. Le sequenze di gameplay senza commento, insieme alle analisi tecniche, documentano differenze nette in risoluzione e fluidità, con qualche magagna sulla resa dell’immagine che salta all’occhio più di quanto ci si aspetterebbe.

Partendo dalla macchina più potente, la modalità pensata per le prestazioni si appoggia a una risoluzione nativa di 864p e insegue i 60 FPS. L’altra opzione alza l’asticella fino a 1260p nativi, ma abbassa l’obiettivo a 30 FPS. In entrambi i casi entra in gioco l’upscaling, quindi i numeri citati descrivono la risoluzione di rendering, cioè quella precedente alla ricostruzione dell’immagine. Nei filmati presi in esame il frame rate si mantiene generalmente stabile in tutte e due le configurazioni, il che è già una buona notizia.

Series S resta a metà strada, senza scelte da fare

La versione destinata alla console più economica gira a 864p con un tetto di 30 FPS, punto e basta. Nessuna seconda modalità selezionabile, nessuna possibilità di privilegiare la fluidità rispetto alla pulizia dell’immagine. Anche qui la stabilità appare sostanzialmente regolare, senza scossoni degni di nota. Le impostazioni visive, osservandole da vicino, sembrano ricalcare quelle della modalità prestazioni vista su Series X, solo con un obiettivo di fotogrammi al secondo dimezzato. Un compromesso comprensibile, ma che pesa.

Il confronto poi si allarga alle macchine Sony, e qui il quadro si fa interessante. Su Series X emerge una sostanziale parità con PS5, sia nella presentazione grafica sia nel comportamento generale durante il gioco. PS5 Pro, invece, porta a casa il risultato migliore fra tutte le versioni console esaminate, e la differenza si nota soprattutto perché la pulizia dell’immagine rappresenta uno dei punti più fragili degli altri modelli. Non è un dettaglio da poco, considerando quanto un mondo aperto viva di leggibilità visiva.

Ombre, riflessi e una telecamera che dà qualche fastidio

Sulle console diverse dalla Pro ci sono alcuni comportamenti poco eleganti. Le ombre osservate a distanza possono presentare incoerenze e artefatti, con transizioni che non convincono del tutto. I riflessi calcolati nello spazio dello schermo perdono dettagli nel momento in cui gli elementi riflessi escono dall’inquadratura o vengono coperti da altro, un limite noto di questa tecnica ma che qui si fa notare parecchio. E poi c’è la ricostruzione dell’immagine, che fatica a tenere insieme i particolari più fini: piccoli dettagli che finiscono per apparire frammentati, sgranati, poco definiti.

C’è un altro aspetto che riguarda il modo in cui viene mostrato il combattimento. Durante gli scontri la telecamera tende a restare distante dal personaggio per abbracciare tutta l’azione, scelta sensata sulla carta, se non fosse che può andare a sbattere in modo poco naturale contro pareti e altre geometrie dello scenario. Un comportamento che non ha nulla a che vedere con i cali di fluidità, si tratta proprio di come l’inquadratura gestisce gli spazi stretti nel mezzo della mischia.

Il salto del motore Northlight di Remedy verso una struttura a mondo aperto mette in luce anche altri limiti, in particolare sulla distanza di visualizzazione quando si gira sulle console base. Un ambiente più vasto e senza caricamenti chiede molto di più rispetto agli scenari chiusi a cui lo studio finlandese aveva abituato, e i conti tornano solo in parte sull’hardware meno recente. L’uscita di Control Resonant su XBOX è fissata per il 24 settembre.

Fonte: TecnoAndroid

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