Tom Holland ha detto una cosa che pochi attori del suo calibro si permetterebbero di ammettere davanti a un microfono: alcuni dei suoi film, semplicemente, non valgono la pena. Parole sue, dette senza troppi giri, durante una chiacchierata a un podcast. Il concetto, tradotto e riportato quasi alla lettera, è che ci sono stati momenti in cui gli hanno chiesto perché il pubblico avrebbe dovuto guardare un certo film e lui, dentro di sé, pensava tutt’altro.
Lo abbiamo conosciuto nel 2012, ragazzino di sedici anni, tra i protagonisti di The Impossible. Da lì in poi la carriera ha preso una piega precisa. A diciotto anni è diventato Peter Parker, e da allora il legame con Spider-Man non si è più sciolto. Oggi, a trent’anni, è una stella vera e propria di Hollywood, e il momento professionale che sta vivendo lo dimostra bene.
Due film insieme e un momento d’oro
Il periodo attuale, per l’attore, sa di rivincita. Mercoledì 29 luglio è ucita la sua quarta pellicola nei panni dell’Uomo Ragno, Spider-Man: Brand New Day, diretta da Destin Daniel Cretton e con Zendaya e Sadie Sink nel cast. Nello stesso momento è nelle sale anche L’Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan che continua a macinare incassi senza rallentare. Holland interpreta Telemaco, uno dei ruoli più pesanti della storia. Due progetti di peso che, tra l’altro, si ritrovano a competere al botteghino proprio in questi giorni.
La differenza rispetto al passato, spiega, sta tutta nella sincerità. Promuovere un film di cui vai fiero è facile, dice, perché quando ti chiedono perché la gente dovrebbe vederlo non stai mentendo a nessuno. Ci credi davvero. Poi però racconta l’altra faccia della medaglia, quella meno comoda. Gli è capitato, in passato, di sentirsi rivolgere la stessa domanda e di pensare tra sé: non dovreste vederlo, perché è una schifezza.
Difficile trovare un attore disposto a esporsi così tanto sui propri lavori. Eppure Holland lo fa con una leggerezza che spiazza. Sul momento presente parla di una sensazione simile a un giro d’onore, dice di essersi divertito tantissimo e di essere davvero orgoglioso di entrambi i film.
La lezione arrivata da Anne Hathaway
C’è anche un aspetto che l’attore tiene a sottolineare, e riguarda la promozione de L’Odissea fatta fianco a fianco con Anne Hathaway. Tre giorni passati insieme, tra un’intervista e l’altra, che per lui si sono trasformati in qualcosa di più di un semplice tour promozionale. Un’esperienza di apprendimento incredibile, la definisce, aggiungendo che la collega è una vera professionista.
Il quadro racconta di un Holland arrivato a un punto della carriera in cui può permettersi di essere onesto, anche quando l’onestà significa ammettere di aver preso parte a progetti che non lo convincevano affatto. Un contrasto netto con l’entusiasmo che mostra oggi per il doppio appuntamento tra il supereroe Marvel e il kolossal di Nolan, due film che segnano forse il periodo più luminoso della sua storia sul grande schermo.










