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Chi aspettava di capire quanto peserà sul PC il ritorno di Geralt in versione rinnovata ora ha qualche numero concreto, perché CD Projekt RED ha diffuso i requisiti tecnici di The Witcher 3 Remastered, la riedizione gratuita per chi già possiede il gioco. L’asticella si alza rispetto al 2015, come era prevedibile visto il lavoro sul comparto grafico, sul gameplay e sui combattimenti, ma senza quel salto brutale che avrebbe tagliato fuori mezza platea. Anzi, guardando l’elenco, la sensazione è che serva hardware ormai facilmente reperibile e per nulla esotico.
Sul fronte dei requisiti minimi, la casa polacca indica un Intel Core i5 8400 oppure un AMD Ryzen 5 2600, dove in origine bastavano rispettivamente un Core i5 2500K e un A10 5800K. Per la scheda video si passa a NVIDIA GeForce GTX 1660 da 6 GB, ad AMD Radeon RX 5500 XT o a Intel Arc A580, mentre nel 2015 il gioco girava su GTX 660 e Radeon HD 7870. La memoria richiesta sale a 12 GB di RAM contro i 6 GB di allora, e lo spazio su SSD arriva a 70 GB dai 50 GB iniziali.
Cosa serve per far girare bene The Witcher 3 Remastered
Le specifiche consigliate raccontano la stessa storia, con numeri un po’ più alti. Il processore suggerito è un Intel Core i7 8700K o un AMD Ryzen 5 3600X, la scheda video una NVIDIA GeForce RTX 2060 Super, una AMD Radeon RX 6600 XT oppure una Intel Arc B580. Sedici gigabyte di RAM, contro gli 8 GB della versione originale, e sempre 70 GB di spazio libero su unità a stato solido. Per fare un confronto onesto, il gioco del 2015 raccomandava GTX 1070 e Radeon RX 480, roba che all’epoca stava parecchio in alto nella scala dei prezzi.
Qui sta il punto interessante. Undici anni fa quelle configurazioni erano quasi il massimo che si potesse mettere in un case da gioco, oggi invece si parla di componenti di generazioni passate, spesso recuperabili senza svenarsi. Un dettaglio che pesa parecchio considerando la crisi dei chip di memoria in corso, che sta facendo salire i listini di RAM e SSD in modo tutt’altro che simpatico. Chi ha una macchina assemblata anche solo qualche anno fa, insomma, difficilmente dovrà mettere mano al portafoglio.
Nessun riferimento a framerate e risoluzione
Una cosa che manca, e che vale la pena segnalare, è l’indicazione dei target prestazionali. CD Projekt RED non specifica né la risoluzione né i frame al secondo a cui fanno riferimento le due configurazioni, minima e consigliata. Non è una novità assoluta, va detto, perché nemmeno la scheda tecnica originale del gioco lo faceva, però significa che al momento resta un margine di incertezza su quale esperienza aspettarsi con l’hardware citato. Sapere che serve una GTX 1660 è utile fino a un certo punto se non si sa se il traguardo sono i 1080p a 30 fps o qualcosa di più ambizioso.
Il discorso si complica ulteriormente guardando alle console. La remaster arriverà anche su Switch 2, macchina indubbiamente evoluta rispetto alla precedente ma pur sempre portatile, con tutti i limiti di potenza che il formato porta con sé. Anche in questo caso non ci sono informazioni su framerate obiettivo o su eventuali compromessi grafici, quindi bisognerà aspettare test concreti per capire come si comporterà davvero.
C’è poi una conseguenza logica di questa scelta. Se il gioco è stato ottimizzato al punto da girare sulla console ibrida di Nintendo, è ragionevole immaginare che possa funzionare anche su altri handheld da gaming basati su Windows o Linux, Steam Deck in testa. Conferme ufficiali su questo fronte non ne sono arrivate, ma il precedente della versione Switch 2 lascia pochi dubbi sulla scalabilità del motore. Per ora restano sul tavolo i requisiti PC, gratuiti da soddisfare per chi il gioco lo ha già in libreria.










