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Si chiama Superman ed è il nuovo robot umanoide di Unitree, capace di saltare oltre i 2 metri e di correre più veloce di Usain Bolt. Niente edifici scavalcati con un balzo, niente proiettili da superare in velocità, ma il video con cui l’azienda cinese ha mostrato le sue doti fisiche è diventato virale in pochissimo tempo. Curioso il nome scelto, considerando che per un robot con abilità fuori scala verrebbero in mente battesimi più tematici come Astro Boy oppure Optimus Prime.
I numeri sono quelli che colpiscono davvero. Tre mesi di sviluppo, e il prototipo già polverizza qualsiasi primato umano: salti sopra i 2 metri senza particolare fatica e una velocità di corsa pari a 12,658 metri al secondo, contro i 10,44 metri al secondo che rappresentano il riferimento mondiale firmato dall’atleta olimpico Usain Bolt. Gli manca solo la testa, letteralmente, perché il prototipo mostrato nel filmato è ancora incompleto.
Chi c’è dietro Superman, il robot umanoide che corre più veloce di Bolt
Unitree è un’azienda cinese di robotica fondata nel 2016 a Hangzhou dall’ingegnere Wang Xingxing. La fama iniziale è arrivata con i robot quadrupedi, i famosi cani robot, proposti a prezzi più abbordabili rispetto agli esemplari di Boston Dynamics. Negli ultimi anni però la società si è spostata con decisione sul terreno dei robot umanoidi, diventando un punto di riferimento globale. Produce internamente motori, riduttori, controller e sistemi di percezione, e vende macchine destinate alla ricerca, all’istruzione, all’industria e al mercato consumer.
Il nome suona familiare a molti per un motivo preciso: i modelli H1 e H2 hanno fatto il giro del mondo qualche mese fa con un’esibizione di arti marziali e parkour durante il Gala del Festival di Primavera. Poi ci sono stati gli episodi più insoliti, come il robot trasformato in monaco buddista, e il modello mecha gigante da mezza tonnellata che costa circa 600.000 euro. Tutto materiale perfetto per i social, certo, ma la parte interessante sta altrove.
Oltre i video virali: la produzione di massa come vera partita
Perché il salto più significativo di Unitree riguarda la crescita industriale, in particolare nelle applicazioni commerciali capaci di generare produttività reale. L’azienda ha comunicato che nel 2025 ha consegnato più di 5.500 robot umanoidi a clienti, oltre a produrne più di 6.500. Cifre che, secondo quanto specificato dalla stessa società, riguardano esclusivamente gli umanoidi e non i quadrupedi.
Il dettaglio non è banale. Il vero ostacolo per i costruttori non è mai stato dimostrare che una macchina sa camminare, correre, ballare, fare acrobazie o scendere da una montagna a velocità impressionante. Il problema è fabbricarli in grandi quantità, a un costo abbastanza basso, e trovare impieghi economicamente sensati. La Cina in generale, e Unitree in particolare, hanno raggiunto quel livello, mettendo in commercio robot molto più economici di parecchi concorrenti occidentali.
Il risultato è che università, aziende e laboratori possono acquistare centinaia di unità per raccogliere dati, sviluppare software e sperimentare con l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico. Il G1, per esempio, è diventato una piattaforma tra le più apprezzate per attività di ricerca e sviluppo. E ogni robot venduto si trasforma in una fonte di dati estremamente preziosa per migliorare il prodotto successivo, in un circolo che si autoalimenta.










