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One Piece, il nome del frutto Gomu Gomu nato grazie a un editor

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Uno degli elementi più riconoscibili di One Piece non è nato dalla penna di Eiichiro Oda ma da un’osservazione di uno dei suoi editor. Il nome del frutto Gomu Gomu, quello che ha trasformato Luffy in un ragazzo di gomma capace di allungarsi a dismisura, ha infatti una storia piuttosto curiosa. In origine era diverso e sarebbe rimasto tale se qualcuno non avesse fatto notare un dettaglio che all’autore era sfuggito.

L’inizio della saga lo conoscono più o meno tutti. Luffy sogna di entrare nella ciurma di Shanks, apre un forziere che custodisce un frutto del diavolo e lo mangia senza pensarci troppo. Da quel momento il suo corpo diventa elastico. Proprio in omaggio a quel frutto il futuro re dei pirati ha costruito tutte le sue tecniche, che cominciano immancabilmente con il celebre “Gomu Gomu no…”. Una formula diventata un marchio di fabbrica dell’opera per quasi trent’anni, eppure nata quasi per caso.

Tutto è cominciato con Romance Dawn

L’idea del frutto non ha visto la luce direttamente in One Piece. Bisogna fare un passo indietro fino a Romance Dawn, il one shot che Oda disegnò nel 1996 come una sorta di prova generale per il progetto che sarebbe arrivato dopo. In quelle pagine c’erano già disegni e spunti che avrebbero poi ritrovato spazio, quasi identici, nei primi capitoli della serie vera e propria.

La particolarità sta proprio nel nome. All’inizio Luffy mangiava semplicemente il “frutto Gomu”, senza alcuna ripetizione. Fu uno degli editor del manga a sollevare la questione, spiegando al mangaka che nella realtà esisteva già un frutto chiamato in quel modo. Non è del tutto chiaro a quale si riferisse. C’è chi ipotizza che il riferimento fosse a una varietà di nespola conosciuta comunemente come “chicle”, il che renderebbe l’osservazione piuttosto sensata. In ogni caso Oda non ci pensò due volte e cambiò subito il nome, raddoppiandolo. Lui stesso, ripensando a quella scelta, l’ha definita “un’idea buonissima”.

Una trama che all’inizio era tutta da scrivere

Nella stessa intervista l’autore ha ammesso anche un’altra cosa che molti fan sospettavano da tempo. Quando ha cominciato a lavorare a One Piece non aveva affatto in mente una storia così ricca di archi narrativi enormi e intrecciati. Anzi, all’epoca aveva ragionato soltanto sulle basi, giusto quel tanto che bastava per far partire l’avventura. Tutto il resto è arrivato strada facendo, capitolo dopo capitolo.

Oggi, anche grazie all’anime arrivato in televisione il 20 ottobre 1999 con le voci di Mayumi Tanaka, Kazuya Nakai e Akemi Okamura, è evidente quanto il frutto Gomu Gomu abbia pesato nella costruzione del mondo in cui si muovono Luffy e i suoi compagni. Con un nome più asciutto e meno musicale, il semplice “frutto Gomu”, quel potere avrebbe probabilmente lasciato un segno molto più debole nell’immaginario dei lettori. E forse anche le mosse del protagonista avrebbero avuto un suono meno memorabile.

Sono passati trent’anni da quel primo esperimento di Eiichiro Oda e il pubblico è ancora lì, in attesa della risoluzione finale della saga. Un traguardo che, a giudicare da questa storia, deve qualcosa anche a un editor attento e a un frutto che nella vita reale portava già quel nome.

Fonte: TecnoAndroid

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