In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Alla fiera IAA Transportation di Hannover, vetrina mondiale del trasporto merci, Stellantis ha tolto i veli a BOW, sigla che sta per Box on Wheels e che descrive con una certa onestà quello che il mezzo è davvero: una scatola su ruote, elettrica al 100% e a guida autonoma. Il progetto nasce dalla divisione Stellantis Pro insieme alla società di robotica cinese UQI e punta dritto a un obiettivo preciso, cioè cambiare il modo in cui funzionano la logistica dell’ultimo miglio e gli spostamenti dentro i grandi complessi industriali.
L’espressione “scatola su ruote”, per anni, è stata usata con un filo di ironia per prendere in giro i furgoni più squadrati e poco ispirati. Qui invece diventa il nome ufficiale di un concept, quasi una dichiarazione d’intenti. E non si tratta di un modellino statico da esporre sotto i riflettori: a Hannover il veicolo autonomo era marciante, messo a disposizione dei visitatori per prove dinamiche vere e proprie.
Niente cabina, tutto spazio di carico
La scelta progettuale più radicale riguarda l’assenza totale della postazione di guida. Nessun volante, nessun sedile per il conducente, nessun comando tradizionale. Togliendo tutto questo, i progettisti hanno potuto usare ogni centimetro dell’impronta a terra per il vano merci, ottenendo un volume utile decisamente più generoso rispetto a un furgone convenzionale delle stesse dimensioni esterne. Un ragionamento semplice, quasi banale nella sua logica, ma che diventa possibile solo quando la guida autonoma arriva a un livello sufficientemente maturo.
La carrozzeria è lineare, pulita, senza fronzoli. Sul frontale si nota subito un grande display sagomato che ricorda la forma di un parabrezza, una sorta di finto muso che serve anche a comunicare con chi sta intorno al mezzo. Sopra, la classica cupola che racchiude la rete di sensori LiDAR, il sistema nervoso della navigazione autonoma. Dietro, una serranda scorrevole apre l’accesso all’area di stivaggio.
Stellantis ha spiegato che BOW è stato pensato per lavorare su due fronti. Da una parte il traffico cittadino, con le consegne a domicilio e tutti i grattacapi che comportano. Dall’altra gli ambienti protetti e controllati, dove i percorsi sono più prevedibili: stabilimenti produttivi, strutture ospedaliere, hub aeroportuali. Contesti diversissimi tra loro, ma accomunati dal bisogno di spostare pacchi e materiali senza impegnare una persona al volante.
Il contributo di UQI e le altre novità sullo stand
L’accordo con UQI non è casuale. L’azienda cinese porta in dote un bagaglio di competenze già rodato nella robotica industriale, maturato soprattutto con Chitu Alpha, un veicolo logistico anch’esso equipaggiato con sensori LiDAR e impiegato nei magazzini automatizzati. Insomma, esperienza sul campo e non teoria da laboratorio, in un settore dove la differenza tra le due cose si vede in fretta.
Accanto alla scatola su ruote, però, lo stand di Hannover ospitava anche proposte molto più concrete e vicine al mercato di oggi. C’era Fiat TRIS, il tre ruote elettrico studiato per muoversi nei centri storici e nelle vie strette dove un furgone normale fatica anche solo a girare l’angolo. E c’era Fiat eDUCATO Fridge, versione refrigerata che alimenta la cella frigorifera di bordo prelevando energia direttamente dalla batteria ad alto voltaggio del veicolo, senza gruppi ausiliari separati.
Due mondi affiancati, quindi. Da un lato il presente dei veicoli commerciali elettrici, già ordinabili e già al lavoro nelle flotte. Dall’altro un concept che prova a immaginare come sarà la distribuzione merci quando il conducente non sarà più un elemento indispensabile dell’equazione. BOW resta per ora un laboratorio itinerante, un banco di prova su cui Stellantis e UQI stanno misurando soluzioni che, almeno sulla carta, promettono di ridisegnare parecchie abitudini del settore.
Fonte: TecnoAndroid








