Vai al contenuto
Offerte

Space Academy, Trump firma l’ordine: nascerà sotto la NASA

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Con la firma di un ordine esecutivo durante la visita al Johnson Space Center di Houston, Donald Trump ha dato il via libera alla creazione della prima Space Academy statunitense, un’accademia nazionale dedicata alla formazione di chi lavorerà nello spazio nei prossimi decenni. L’atto firmato venerdì istituisce formalmente una commissione incaricata di mettere in piedi l’istituto, che porterà il nome di United States Space Academy e che finirà sotto la giurisdizione della NASA.

“È chiaro che avremo bisogno di educare e addestrare un’intera generazione di militari specializzati, ingegneri, operatori civili e tutto il resto per fare quello che dobbiamo fare”, ha detto Trump davanti alla platea texana. Poi l’annuncio vero e proprio: “Firmerò un ordine esecutivo per iniziare il processo di creazione di una nuova accademia nazionale. Si chiama US Space Academy. È una cosa importante”.

La cerimonia non era stata organizzata solo per questo. Nella stessa occasione il presidente ha consegnato la Congressional Space Medal of Honor ai quattro astronauti che hanno volato con Artemis II all’inizio di quest’anno, un passaggio che ha dato al momento un peso simbolico non da poco.

Space Academy: il piano di Isaacman per rimettere in moto la NASA

Dietro l’iniziativa c’è l’amministratore della NASA Jared Isaacman, che aveva già inserito l’idea di un’accademia nel suo Project Athena, il piano con cui punta a rimettere in ordine il programma spaziale civile americano. L’obiettivo dichiarato è costruire un istituto di alto livello con retta gratuita, in cambio di un impegno di servizio di alcuni anni una volta laureati.

I diplomati potranno scegliere di entrare nella Space Force, ma secondo persone vicine al progetto la maggior parte dei posti sarà riservata alla NASA e a ruoli civili. Un dettaglio che pesa, visto il contesto in cui nasce l’idea.

Isaacman sta cercando da mesi di modernizzare l’agenzia in un momento delicato, con l’industria commerciale americana che si prende fette sempre più grandi di attività un tempo esclusive della NASA, dai lanci ai voli con equipaggio, dalle stazioni orbitali alle missioni lunari. La linea è appoggiarsi ai privati dove funzionano meglio e concentrare le risorse pubbliche su ciò che nessun altro fa, tipo costruire una base sulla superficie della Luna.

Come funzionerà e dove sorgerà l’accademia

Il progetto è ancora in fase embrionale, ma qualche contorno si intravede. I programmi dovrebbero coprire le operazioni di volo spaziale con e senza equipaggio, il controllo a terra, la progettazione dei veicoli, la mitigazione dei detriti orbitali e discipline collegate. L’idea è formare una nuova generazione di leader tecnici capaci di sostenere l’esplorazione, sia sul fronte commerciale sia su quello governativo.

Non sarebbe una costola di qualcosa di esistente ma un’istituzione completamente nuova, forse simile per impostazione alla US Merchant Marine Academy di Kings Point, nello Stato di New York. Si accederebbe dopo il diploma, con docenti provenienti sia dal settore civile sia da quello privato, e si uscirebbe con una laurea quadriennale. La sede non è stata ancora scelta, anche se potrebbe finire vicino a strutture NASA già operative o a bacini di competenze consolidati. “Sceglierò una location molto presto”, ha detto Trump venerdì.

Il nodo del confine tra militare e civile

Non tutti applaudono. Lori Garver, ex vice amministratrice della NASA, riconosce che un’accademia spaziale potrebbe fare bene al programma americano e alla sua forza lavoro futura, ma invita alla prudenza perché i dettagli mancano quasi del tutto.

La sua preoccupazione principale riguarda il rischio di sovrapporre due mondi che dovrebbero restare distinti. “Lo statuto e la base legale della NASA prevedono un’agenzia civile separata dai militari”, ha detto. “Strutturare un college di alimentazione sul modello di un’accademia militare mi sembra mal concepito”.

Garver ha lavorato all’agenzia sotto la presidenza Obama e da allora ha contribuito a creare diversi programmi di borse di studio per portare più donne e minoranze nell’ingegneria aerospaziale. Ricorda anche che la NASA non ha mai avuto particolari difficoltà ad attrarre giovani talenti, nonostante stipendi meno competitivi rispetto al privato, grazie ai legami storici con il MIT, la Purdue University e altri atenei.

Trump, dal canto suo, non ha fatto nulla per smorzare quelle perplessità. “Uno pensa a West Point, pensa ad Annapolis, pensa all’Air Force Academy, alla Coast Guard Academy”, ha detto subito dopo l’annuncio. “Sono tutte grandi, ma ora avremo la Space Force”.

Condividi:
131 Condivisioni