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SoundCloud lancia la vendita diretta dei brani senza commissioni

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Da tempo si discute di quanto lo streaming abbia svuotato l’idea di possedere la musica, e ora SoundCloud prova a rimettere le cose in ordine con una funzione che permetterà agli artisti di vendere direttamente i propri brani dalla pagina del profilo. Un cambio di rotta non da poco per una piattaforma nata soprattutto come vetrina per scoprire progetti nuovi, spesso agli inizi, spesso lontani dai circuiti mainstream. L’abbonamento mensile ha reso disponibili milioni di canzoni con un tocco, questo è innegabile, però alla fine del mese non resta niente in mano. Nessun file, nessun album, nessuna collezione.

Il punto è che per un musicista emergente il salto dall’ascolto occasionale all’acquisto vero e proprio è sempre stato complicato. Bisognava mandare le persone altrove, su altri store, con altri account e altri passaggi, perdendo per strada buona parte di chi aveva mostrato interesse. Con questa novità il percorso si accorcia parecchio, perché tutto avviene dentro la stessa pagina dove il brano viene ascoltato per la prima volta.

Come funziona l’acquisto diretto dei brani

La meccanica è semplice e non richiede particolari competenze tecniche. Chi vuole può comprare una traccia e aggiungerla alla propria collezione, mentre l’artista sceglie in quali formati digitali distribuirla. Le vendite e i ricavi restano monitorabili attraverso Artist Studio e Fan Support, gli strumenti già presenti sulla piattaforma per chi carica musica in modo professionale.

C’è poi il dettaglio che pesa più di tutti: SoundCloud dichiara che non tratterrà alcuna percentuale sulle vendite. Agli artisti restano soltanto le commissioni legate all’elaborazione dei pagamenti e le eventuali imposte locali, voci che nessuna piattaforma può evitare. Il resto finisce direttamente nelle tasche di chi la musica l’ha scritta e registrata. Una scelta che dice molto sulla direzione presa, perché il modello punta a rendere il rapporto tra musicista e pubblico il più diretto possibile, senza intermediari che si prendono una fetta lungo il tragitto.

Beta limitata e sfida a Bandcamp

Il debutto sarà graduale. La funzione parte in beta con 200 abbonati Artist Pro negli Stati Uniti, un gruppo ristretto che servirà a testare tutto prima dell’allargamento vero e proprio, previsto per altri creator durante l’autunno. Numeri contenuti, quindi, almeno all’inizio, con l’obiettivo di capire come reagiscono sia chi vende sia chi compra.

Non si tratta comunque di un territorio del tutto inedito per la piattaforma, che già oggi offre strumenti di monetizzazione come la vendita di biglietti per i concerti e la stampa di vinili su richiesta. La differenza è che stavolta il passo avanti porta SoundCloud dentro uno spazio ben preciso, quello occupato storicamente da Bandcamp, il servizio che da anni rappresenta il punto di riferimento per chi vuole comprare musica sostenendo direttamente gli autori.

La sfida, insomma, è dichiarata. Da una parte una piattaforma con un bacino enorme di ascoltatori abituati a esplorare, dall’altra un modello di vendita che finora aveva trovato casa altrove. Mettere le due cose insieme significa provare a intercettare quella fetta di pubblico che ascolta in streaming ma poi, quando un disco colpisce davvero, vuole averlo per sé.

Per gli artisti indipendenti il calcolo è abbastanza immediato. Un brano venduto senza trattenute sulla piattaforma vale molto più di migliaia di riproduzioni conteggiate a frazioni di centesimo, e la possibilità di gestire tutto dallo stesso profilo dove si pubblicano le tracce elimina buona parte degli attriti che finora scoraggiavano chi voleva provare a vendere. Il tutto senza dover costruire un negozio digitale da zero o affidarsi a servizi esterni.

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