Vai al contenuto
Offerte

Coyote vs. Acme, il regista svela l’approccio ai Looney Tunes

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Portare Wile E. Coyote davanti a un tribunale non è un’idea nuova, ma Coyote vs. Acme ha dovuto affrontare un problema molto più delicato di una causa civile: come rimettere in circolazione i personaggi dei Looney Tunes davanti a un pubblico cresciuto negli anni Duemila senza tradirli. Il regista Dave Green parla apertamente di responsabilità, e lo fa con parole che suonano quasi da custode di un museo.

“Fa parte della sfida, della speranza e della responsabilità che sentiamo: aggiornare questi personaggi per il pubblico moderno mantenendo intatta la loro essenza, quello che sono sempre stati”, racconta Green, rispondendo alla domanda se il film possa funzionare da porta d’ingresso ai Looney Tunes per i bambini di oggi. E la scelta, spiega, è stata quella di non calcare troppo la mano sull’attualizzazione. “Io e la mia squadra preferivamo non dare una svolta troppo contemporanea a questi personaggi, ma onorare chi sono, chi sono stati, senza provare a cambiarli”.

Le chiavi della Cadillac e la promessa di non graffiarla

C’è un’immagine che Green riprende dal doppiatore Eric Bauza, la voce di gran parte dei personaggi del film, e che sintetizza bene l’approccio. Ogni volta che affronta uno di quei timbri storici nati con Mel Blanc, Bauza ripete la stessa cosa: “Stiamo solo prendendo in prestito le chiavi della Cadillac, e prometto di non graffiarla mai e di restituirla lavata e con più benzina nel serbatoio”. Un sistema a noleggio, lo definisce il regista. Nessuno possiede davvero questi personaggi, li si custodisce per un po’.

“Ed è esattamente quello che stiamo facendo qui”, aggiunge Green. “Cerchiamo di proteggere eredità molto più vecchie di noi e di trattarle nel modo giusto, ma anche di divertirci con questi personaggi e con questo recinto di sabbia in cui siamo stati fortunati a poter giocare”.

Il film è una commedia ibrida che mescola live action e animazione digitale, e nasce da un punto di partenza abbastanza inusuale: un articolo del New Yorker del 1990, firmato da Ian Frazier, con lo stesso titolo. Lì un Wile E. Coyote esasperato decide di fare causa alla corporazione ACME dopo anni e anni di fallimenti nel catturare Road Runner. Nel film il coyote si allea con un avvocato riluttante, Kevin Avery, interpretato da Will Forte, per portare l’azienda in tribunale. E durante il processo i due finiscono per scoprire un segreto molto più cupo di quanto immaginassero. La sceneggiatura è di Samy Burch.

Un cast di icone, tra senatori e portavoce senza scrupoli

Il cast animato è generoso, ma dosato con gusto. Si passa da un classico assoluto come Titti a una presenza più da fan sfegatati come Peter Lorre. Nonno, cioè Elmer Fudd nella versione italiana più nota come il cacciatore, interpreta un senatore, mentre Foghorn Leghorn è il portavoce impossibilmente malvagio della Acme. Bugs Bunny e Daffy Duck fanno la loro comparsa, come da tradizione. Bauza si prende la maggioranza dei ruoli, mentre Candi Milo dà voce ad alcuni personaggi meno celebrati, tra cui Nonna Papera dei Looney Tunes, la Granny che aveva già doppiato in Space Jam: New Legends, e King Tweety. Chi conosce la materia troverà anche qualche omaggio nascosto. La vicenda si svolge ad Albuquerque, New Mexico, dettaglio che per gli appassionati non ha bisogno di spiegazioni e il nome del protagonista umano, Kevin Avery, rimanda a Tex Avery, l’animatore che nel 1937 diede vita a Bugs e Daffy.

Condividi:
159 Condivisioni