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NVIDIA DLSS 4.5 Ray Reconstruction disponibile: come provarlo

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Alla Gamescom 2026 di Colonia NVIDIA ha scelto di puntare tutto sull’app ufficiale per le schede video gaming, e dentro l’aggiornamento c’è il pezzo grosso che molti aspettavano: DLSS 4.5 Ray Reconstruction, la nuova tecnica che si occupa di ricostruire l’illuminazione nei giochi con ray tracing e path tracing. Non un ritocco cosmetico, ma il debutto della seconda generazione del modello Transformer sviluppato dall’azienda proprio per questo compito. Chi vuole provarla può farlo già ora, con un paio di avvertenze non da poco.

La prima riguarda lo stato dei lavori. Si tratta di una versione sperimentale, quindi non arriva a tutti in automatico con il classico aggiornamento silenzioso. Bisogna iscriversi al canale Early Access dall’interno dell’app, accettando l’idea che qualcosa possa comportarsi in modo imprevedibile. La seconda avvertenza, per fortuna, è una buona notizia: la compatibilità copre l’intera famiglia GeForce RTX, senza tagli generazionali. Nessuna esclusiva riservata alle schede più recenti, almeno su questo fronte.

Cosa cambia davvero con Ray Reconstruction

Per capire il senso della cosa serve un passo indietro. Quando un gioco calcola le luci con il ray tracing, e ancora di più con il path tracing, il risultato grezzo è pieno di rumore, una specie di granulosità che va ripulita prima di finire sullo schermo. Ray Reconstruction è esattamente il pezzo del puzzle che si occupa di quella pulizia, sostituendo i vecchi filtri con una rete neurale addestrata a capire come dovrebbe apparire la scena. Il salto alla seconda generazione del modello Transformer punta lì: riflessi più stabili, ombre meno ballerine, meno di quel tremolio fastidioso che salta all’occhio soprattutto quando la telecamera si muove. Non è la prima volta che se ne sente parlare. NVIDIA aveva già mostrato la tecnologia in anteprima nella primavera del 2026, durante il Computex di Taipei, lasciando intendere che il rilascio pubblico sarebbe arrivato entro l’anno. Detto fatto, con Colonia scelta come palcoscenico definitivo.

L’ultimo tassello del pacchetto DLSS 4.5

Questa novità chiude, con ogni probabilità, il cerchio attorno a DLSS 4.5. Il pacchetto era già cresciuto parecchio nei mesi scorsi, partendo dall’aggiornamento dell’algoritmo di upscaling, quello che permette di renderizzare a risoluzione più bassa e poi ricostruire l’immagine finale con una qualità superiore a quella che ci si aspetterebbe.

Poi era toccato alla Multi-Frame Generation 6x, che spinge il concetto di generazione dei fotogrammi molto oltre quanto visto finora: cinque immagini create dall’intelligenza artificiale per ogni singolo fotogramma effettivamente calcolato dalla GPU. Numeri che sulla carta fanno impressione e che nella pratica servono soprattutto a tenere alto il framerate nei titoli più pesanti, quelli dove il path tracing mette in ginocchio anche l’hardware di fascia alta.

A completare il quadro c’era arrivata la versione dinamica della stessa funzione, dove la quantità di fotogrammi generati non è più fissa ma si adatta in tempo reale al target di framerate scelto dall’utente. Un approccio più intelligente, che evita di sprecare risorse quando non servono e le concentra nei momenti in cui la scena si fa complicata. Messi in fila, questi pezzi raccontano una direzione piuttosto chiara. L’app di NVIDIA sta diventando il centro di controllo di tutto quello che riguarda l’elaborazione neurale applicata al gaming, e l’arrivo di Ray Reconstruction basata sul nuovo Transformer aggiunge l’ultimo elemento mancante. Chi possiede una GeForce RTX e ha voglia di sperimentare trova la funzione nel canale Early Access dell’app, da scaricare e attivare manualmente.

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