Vai al contenuto
Offerte

Sonos, i controlli tornano sulla schermata di blocco di iPhone

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

I controlli Sonos tornano sulla schermata di blocco di iPhone, e questa volta senza acrobazie tecniche: l’aggiornamento dell’app appena distribuito sfrutta il sistema delle Live Activities di Apple, quello stesso meccanismo che mostra le notifiche dinamiche di consegne, partite e timer. L’azienda lo definisce senza troppi giri di parole una funzione “molto richiesta, attesa e necessaria”, e chi usa questi diffusori da anni sa perfettamente perché.

Il funzionamento è lineare. Una volta attivata, la schermata di blocco mostra cosa sta suonando in quel momento sul proprio impianto. Da lì si può alzare o abbassare il volume e saltare da un brano all’altro, con un dettaglio non secondario: i comandi diventano operativi solo dopo aver sbloccato il telefono con Face ID o con il codice. Prima di quel passaggio resta soltanto la parte informativa. Quando la riproduzione si ferma, la Live Activity non sparisce all’istante ma resiste ancora quindici minuti, poi si dissolve da sola.

Cosa manca ancora all’integrazione

Ci sono un paio di limiti che vale la pena mettere in fila. Il primo riguarda le copertine degli album, che Sonos non riesce a mostrare sulla schermata di blocco a causa del modo in cui è costruita l’integrazione. L’azienda dice di stare studiando “modi alternativi per migliorare” l’esperienza, il che tradotto significa che per ora bisogna accontentarsi di testo e comandi essenziali.

Il secondo limite tocca CarPlay e Apple Watch. La funzione compare su entrambi, però “al momento i controlli non sono supportati”. In pratica dal cruscotto dell’auto o dal polso si vede cosa sta suonando, ma non si può intervenire su volume o traccia. Un mezzo passo, insomma, che lascia intuire ulteriori aggiustamenti nei prossimi rilasci.

Una funzione che era già esistita, e poi sparita

Chi ha la sensazione di aver già visto questa scena ha ragione. I controlli sulla schermata di blocco erano arrivati per la prima volta nel 2016 e per anni hanno fatto parte della normale routine di chi possiede questi speaker. Poi, nel 2023, sono scomparsi: il metodo usato per agganciarsi alla lock screen non era più compatibile con il framework di design aggiornato di Apple, e la funzione è stata semplicemente tolta di mezzo.

Poco dopo è arrivato il momento peggiore per l’azienda, quello del redesign dell’app del 2024, un’operazione andata male su tutta la linea. Mancavano funzioni fondamentali, e in quel contesto ripristinare il supporto alla schermata di blocco è finito parecchio in fondo alla lista delle priorità. Prima c’era da rimettere in sesto roba basilare come i controlli del volume e la gestione dei problemi di connessione, il tipo di cose che un impianto audio dovrebbe fare senza che nessuno ci pensi.

Il lungo lavoro di riparazione

Da lì è partita una serie continua di aggiornamenti software, con l’obiettivo dichiarato di sistemare quasi tutte le lamentele emerse al lancio della nuova app Sonos. Nel pacchetto sono rientrati un sistema di gestione della coda di riproduzione più solido, una libreria locale finalmente affidabile e diverse altre funzioni considerate essenziali dagli utenti.

Tra i rilasci successivi si è vista anche la versione 80.16.32, distribuita sia su iOS sia su Android, che ha introdotto la possibilità di creare zone per alcuni speaker selezionati, la funzione di rinvio della sveglia direttamente dall’app e una revisione della gestione delle impostazioni di sistema, oltre a interventi generici sulla stabilità.

Dopo quel percorso fatto di correzioni una dietro l’altra, l’azienda è arrivata infine a rimettere in piedi il supporto alla schermata di blocco su iPhone, chiudendo il cerchio su una funzione che gli utenti avevano perso tre anni fa.

Condividi:
23 Condivisioni