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Qualcomm punta a consolidare il proprio dominio con il nuovo Snapdragon, ma con prudenza
I numeri sono molto promettenti. Segnalano infatti un netto miglioramento rispetto al modello precedente, lo Snapdragon 8 Elite. In particolare, il chip avrebbe raggiunto 4.000 punti nel test single-core e 13.000 nel multi-core. Registrando quindi un aumento del 25% e del 20% rispetto alla generazione precedente. Ciò significa che le prestazioni della CPU sono migliorate sensibilmente, sia in termini di velocità nelle operazioni a singolo core che nella gestione di carichi di lavoro multipli. Un altro aspetto interessante è il salto in avanti della GPU. La quale ora è dotata di una Adreno 840 con una frequenza di clock fino a 1,5GHz. Dunque ben superiore rispetto alla Adreno 830 dell’8 Elite, che si fermava a 1,1GHz.
Nonostante i miglioramenti rilevanti, alcuni esperti osservano che non ci sarà un salto generazionale importante come quello che aveva segnato la transizione dall’8 Gen1 all’8 Gen 2. Quest’ultimo aveva infatti introdotto notevoli cambiamenti architetturali. Come ad esempio l’introduzione dei core Oryon e il passaggio al processo produttivo a 3nm. Un fattore che aveva portato a un miglioramento drastico delle prestazioni. Lo Snapdragon 8 Elite 2, invece, manterrà la stessa architettura e il processo produttivo a 3nm. Anche se Qualcomm ha comunque trovato il modo di incrementare le performance del chip fino al 25%.
Nonostante ciò, il passo successivo per l’azienda sarà probabilmente il salto a una tecnologia a 2nm, previsto per il 2026 con l’arrivo di Snapdragon 8 Elite Gen 3. Con questo passaggio, Qualcomm potrebbe raggiungere un altro livello di prestazioni, rispondendo così alle sfide lanciate dai principali concorrenti nel settore dei SoC, come Apple e MediaTek.










