Chi ama i morti viventi conosce a memoria i grandi titoli che hanno riempito i palinsesti negli ultimi anni, ma il mondo delle serie di zombie poco conosciute nasconde parecchie sorprese che meritano una possibilità. Al di là dei fenomeni globali che tutti hanno visto almeno una volta, esiste tutta una serie di produzioni rimaste ai margini, arrivate da paesi diversi e capaci di raccontare l’apocalisse con uno sguardo fresco, a volte spiazzante.
Un genere molto più ampio di quanto sembri
Quando si parla di serie sugli zombie, il pensiero corre subito a The Walking Dead, ma il genere offre molte alternative capaci di sorprendere. Tra queste c’è Daybreak, che unisce apocalisse, commedia adolescenziale e ironia in un’avventura ricca di ritmo. Più intensa è All of Us Are Dead (Non siamo più vivi), dove un gruppo di studenti resta intrappolato nella propria scuola durante un’epidemia letale. Chi cerca qualcosa di originale può puntare su iZombie, che trasforma una zombie in un’insolita alleata della polizia grazie ai ricordi assorbiti dalle sue vittime. Sul fronte delle produzioni internazionali spicca Kingdom, raffinato mix di horror, intrighi politici e ambientazione storica nella Corea della dinastia Joseon. Infine, Black Summer propone un racconto cupo e realistico, incentrato sulla sopravvivenza nei primi giorni dell’epidemia, con un ritmo serrato e una tensione costante.
Perché vale la pena recuperarle
C’è un motivo abbastanza semplice per cui queste produzioni sono passate quasi inosservate. Spesso non hanno avuto il supporto promozionale delle grandi piattaforme, oppure sono uscite in un momento in cui il mercato era già saturo di titoli simili. Eppure diverse di queste serie zombie avrebbero meritato molta più attenzione di quella ricevuta, e riscoprirle oggi può regalare qualche sorpresa piacevole a chi pensava di aver già visto tutto.
Il fascino di questi titoli meno battuti sta anche nella loro capacità di sperimentare. Quando una produzione non deve rispondere alle aspettative enormi di un pubblico milionario, può permettersi di osare, di prendere strade insolite, di raccontare l’apocalisse zombie da angolazioni che i grandi nomi difficilmente avrebbero scelto. E questo, per chi cerca qualcosa di nuovo dopo aver consumato i classici del genere, fa una bella differenza. Il consiglio, quindi, è di allargare un po’ lo sguardo e andare oltre i soliti nomi. Il panorama del genere è ricco, molto più di quanto si creda, e nasconde piccole gemme che aspettano solo di essere scoperte da chi ha voglia di esplorare senza pregiudizi.