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Nuova riforma per la Serie A: ecco i dettagli
Al centro della riforma ci sono i diritti audiovisivi del calcio e il principio di mutualità. È proprio su tale punto che Abodi ha insistito maggiormente. Oggi la percentuale redistribuita dalla Serie A alle altre Leghe è la più bassa d’Europa. Una disparità che, secondo il ministro, frena lo sviluppo dell’intero movimento calcistico e che andrebbe corretta. La finalità dichiarata è utilizzare le risorse per obiettivi concreti e misurabili. Come il miglioramento delle infrastrutture sportive, il rafforzamento dei settori giovanili e la crescita complessiva della qualità del prodotto calcio.
Gli stadi rappresentano, non a caso, uno snodo decisivo della riforma. Con l’Europeo 2032 la condizione degli impianti è diventata una priorità politica oltre che sportiva. Il Governo vuole incentivare progetti di ammodernamento e investimenti strutturali, convinto che senza arene moderne e funzionali sia impossibile competere con i principali campionati stranieri.
Un altro passaggio rilevante riguarda la cosiddetta no single buyer rule. Si tratta della norma che impedisce la vendita dei diritti tv a un solo operatore. La bozza allo studio del Governo intende superare tale vincolo. Secondo Abodi, la legge che lo introdusse rispondeva a un contesto economico e tecnologico ormai superato. Oggi, al contrario, la Serie A deve potersi muovere con maggiore libertà, scegliendo la formula commerciale più efficace per valorizzare i propri contenuti e attrarre risorse.











