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Si chiama Engram ed è un nuovo strumento musicale che prova a usare l’intelligenza artificiale in modo diverso da come si è visto finora. A idearlo è Thoughtful Things, che lo ha presentato su Kickstarter con un obiettivo abbastanza chiaro. Le cosiddette allucinazioni dell’AI, quei risultati imprevisti che di solito vengono considerati un difetto, qui diventano materia prima per fare musica. L’idea non è far comporre alla macchina un pezzo intero ma offrire a chi produce qualcosa da cui partire.
Per capire il senso di un progetto come questo bisogna tornare un attimo indietro. Nel mondo delle sette note la musica generata dall’AI è stata senza dubbio abusata, soprattutto nelle prime fasi in cui i tool generativi sono diventati accessibili a tutti. Molti l’hanno vista come una scorciatoia comodissima e il risultato si è visto in fretta. I servizi di streaming si sono riempiti di brani creati interamente da un algoritmo, perché bastava scrivere una richiesta per ritrovarsi con una canzone pronta. Un meccanismo rapido e senza fatica che però ha lasciato poco spazio a chi la musica la costruisce davvero, pezzo dopo pezzo.
Il momento in cui nasce un’idea
Per chi produce in modo più serio e vuole comunque sfruttare le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, il passaggio più interessante non coincide con il brano finito. Arriva prima, molto prima. È quell’istante in cui si cerca un suono capace di accendere qualcosa e di suggerire una direzione al pezzo. Chiunque abbia passato qualche ora davanti a un software o a una tastiera conosce bene quella fase fatta di tentativi e di ascolti ripetuti, in cui un singolo frammento può cambiare tutto.
Ed è proprio su quel momento che punta Engram. Lo strumento non cerca di sostituire il musicista nella scrittura o nell’arrangiamento ma si propone come un compagno per la parte più creativa e meno prevedibile del lavoro. In pratica l’AI non consegna una canzone confezionata ma mette sul tavolo spunti sonori che poi spetta all’artista scegliere, scartare o trasformare secondo il proprio gusto. Un approccio che ribalta parecchio la logica vista con i generatori di brani completi.
Come funziona il campionatore Engram
Nella sostanza Engram è un campionatore, cioè un dispositivo che registra brevi suoni e permette di lavorarci sopra. I frammenti catturati si possono tagliare e modificare per poi essere organizzati in sequenze ritmiche, esattamente come accade con gli strumenti di questo tipo che molti produttori usano ogni giorno. Fin qui niente di particolarmente nuovo per chi frequenta studi e home studio.
La vera differenza sta dentro la macchina. Il campionatore di Thoughtful Things integra infatti un piccolo modello di intelligenza artificiale che è in grado di fare due cose. Da un lato può generare nuovi frammenti audio da zero, dall’altro può trasformare quelli che sono stati registrati dall’utente. Così un rumore catturato per caso o un campione qualsiasi possono diventare qualcosa di completamente diverso, magari inaspettato, ed è lì che entrano in gioco quelle allucinazioni che l’AI tende a produrre e che in questo contesto smettono di essere un problema.
Il risultato è un flusso di lavoro in cui registrazione, editing e generazione convivono nello stesso dispositivo. Chi lo usa può partire da un suono reale e lasciare che il modello lo reinterpreti oppure chiedere alla macchina un frammento nuovo e poi tagliarlo, modificarlo e inserirlo in una sequenza. Il controllo finale resta comunque nelle mani di chi suona, mentre l’AI si limita a fornire materiale grezzo su cui costruire. Engram è stato presentato su Kickstarter dove Thoughtful Things ha scelto di lanciare il progetto.
Fonte: TecnoAndroid








