Il gruppo Samsung ha deciso di tagliare centinaia di posti di lavoro nella sua divisione statunitense di elettronica di consumo, proprio mentre si prepara a trasferire entro la fine dell’anno la sede di Samsung Electronics America dal New Jersey al Texas. Un avviso ufficiale di tipo WARN parla di 739 ruoli coinvolti negli uffici di Englewood Cliffs, ai quali si aggiungono circa cento lavoratori lasciati a casa nella sede di Plano, in Texas.
La stessa azienda ha spiegato che la maggior parte dei dipendenti del New Jersey ha ricevuto un’offerta di trasferimento, mentre altri sono stati semplicemente licenziati. Va detto che Samsung Electronics America gestisce vendite e marketing negli Stati Uniti per smartphone, TV, display ed elettrodomestici, e non ha nulla a che vedere con la parte semiconduttori. Il numero di Plano, che tocca anche la divisione mobile tra le altre, arriva da un dipendente licenziato che ha parlato in forma anonima. A Englewood Cliffs lavorano circa 1.200 persone. L’ufficio del deputato Josh Gottheimer ha fatto sapere che quel campus ha aperto lo scorso settembre, prendendo il posto della vecchia sede di Ridgefield Park che l’azienda occupava dal 1992. L’avviso WARN copre oltre il 60% di quella forza lavoro, e tutto questo a circa dieci mesi dall’apertura del nuovo sito. Da documenti interni risulta che i dipendenti sono stati informati di una “riduzione del personale a livello aziendale” il 30 giugno.
Profitti record sui chip, difficoltà sul mobile
Nel comunicato l’azienda ha spiegato che il trasferimento serve a favorire “una collaborazione più forte e a ottimizzare l’organizzazione”, precisando che al momento non è in corso alcuna grande ristrutturazione globale nel settore dei prodotti di consumo. Eppure un dipendente attuale ha raccontato che tra i lavoratori c’è preoccupazione per possibili nuovi tagli e per un’eventuale fusione delle divisioni elettrodomestici, intrattenimento domestico e mobile, mentre il gruppo concentra risorse sui chip.
E i numeri spiegano bene il perché. La divisione semiconduttori ha registrato un profitto operativo preliminare di 58,5 miliardi di dollari, pari a circa 54 miliardi di euro, nel secondo trimestre. Un balzo di 19 volte rispetto all’anno precedente, che ha superato l’ultimo trimestre di Nvidia e mette Samsung sulla strada per guadagnare nel 2026 più di quanto abbia fatto in tutti i suoi quarant’anni di storia nel campo dei semiconduttori.
La divisione mobile, al contrario, dovrebbe segnare la sua prima perdita trimestrale di sempre nello stesso periodo. Schiacciata dalla concorrenza di Apple e, paradossalmente, dai rincari sulla memoria imposti proprio dalla sua stessa unità chip. I prezzi contrattuali della DRAM tradizionale sono saliti tra il 58% e il 63% nel secondo trimestre, e i produttori di smartphone stanno alzando i listini per compensare i costi di memoria che restano parecchio alti.
Il trasferimento della divisione consumer la porta vicino all’attuale presenza di Samsung in Texas, che comprende due stabilimenti ad Austin, la fabbrica di Taylor rimasta indietro sui tempi e un polo mobile a Plano. Alla fine del 2025 l’azienda contava 11.770 dipendenti negli Stati Uniti, inclusa la divisione chip. La controllata per i servizi IT, Samsung SDS America, in un avviso separato di giugno ha segnalato che 179 posti potrebbero essere tagliati a Ridgefield Park, nel New Jersey.