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L’aggiornamento Samsung di settembre si annuncia più corposo del solito, con una raccolta di correzioni che tocca praticamente tutta la gamma Galaxy recente, dagli smartphone ai tablet. Il numero delle patch è la cosa che salta subito all’occhio: parliamo di decine di interventi distribuiti tra il lavoro di Google e quello svolto internamente dall’azienda coreana, con una fetta importante classificata come critica.
Nel dettaglio, la parte che arriva da Google conta 58 interventi complessivi. Di questi, 18 riguardano vulnerabilità Android considerate critiche, quindi tra le più delicate in assoluto perché potenzialmente sfruttabili per compromettere il dispositivo in modo profondo. I dettagli tecnici, come spesso capita in queste occasioni, restano riservati nella maggior parte dei casi. Una scelta ormai consueta, che serve a dare tempo agli utenti di installare le correzioni prima che le informazioni finiscano nelle mani sbagliate.
Cosa correggono le patch di sicurezza Samsung
Accanto agli interventi di Google c’è poi il contributo diretto di Samsung, che in questa tornata mette sul tavolo altre 32 correzioni. Due di queste vengono etichettate come critiche e riguardano entrambe un decoder impiegato per la gestione dei file video, un componente che lavora in silenzio ogni volta che si apre un filmato o si riproduce un contenuto multimediale. Un bersaglio classico per chi cerca di infilarsi in un sistema operativo, visto che basta un file costruito ad arte per tentare l’attacco.
Il resto del pacchetto tocca alcuni nomi ben noti a chi usa un Galaxy da qualche anno. La sicurezza di Knox è stata rivista, così come quella di Link to Windows, la funzione che collega telefono e computer, e di Galaxy Diagnostics. A completare il quadro ci sono diverse altre applicazioni e componenti che girano in background, quelli che l’utente non vede mai ma che restano attivi e quindi esposti. Nessuna novità estetica o funzionale, va detto: questa è una patch di sicurezza nel senso più stretto del termine, pensata per chiudere porte e non per aggiungere stanze.
Quali dispositivi Galaxy riceveranno l’aggiornamento
La copertura è ampia e comprende le versioni software basate su Android 17, Android 16, Android 15 e Android 14. Un ventaglio che spiega bene quanto sia lungo, oggi, il ciclo di supporto garantito dall’azienda sui propri prodotti, con modelli di generazioni diverse che continuano a ricevere manutenzione in parallelo.
La distribuzione parte, come sempre, dai dispositivi inseriti nel programma di aggiornamenti mensile, cioè quelli con la corsia preferenziale. Nell’elenco compaiono le serie Galaxy S26, Galaxy S25, Galaxy S24 e Galaxy S23, incluse le rispettive varianti FE. Subito dopo tocca ai pieghevoli, e qui la lista è particolarmente ricca: Galaxy Z Fold 8, Z Fold 8 Ultra, Fold 7, Fold 6, Fold 5 e Fold 4 da un lato, Flip 8, Flip 7, Flip 7 FE, Flip 6, Flip 5 e Flip 4 dall’altro.
Come da tradizione, il rilascio non avviene contemporaneamente in tutto il mondo. Le tempistiche cambiano in base al mercato, all’operatore telefonico e alla variante specifica del modello, quindi può capitare che due persone con lo stesso telefono ricevano la notifica a distanza di giorni. Chi non ha pazienza può sempre provare a forzare il controllo manuale dalle impostazioni di sistema, nella sezione dedicata all’aggiornamento software, ma non c’è modo di anticipare i tempi decisi dall’azienda. Il consiglio, valido per qualsiasi aggiornamento Samsung di questo tipo, resta quello di installare il pacchetto appena disponibile, meglio se con il dispositivo collegato al Wi Fi e con una buona carica residua. Diciotto falle critiche lato Android e due lato Samsung non sono un numero da prendere sottogamba.








