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Samsung, prima perdita negli smartphone dopo 15 anni

Samsung si trova davanti a una situazione che non capitava da un pezzo, con la divisione mobile che segna una perdita operativa mentre quella dei semiconduttori vola. La contraddizione è tutta qui, dentro il bilancio dell’azienda coreana, dove le memorie diventano allo stesso tempo il motore che spinge e il freno che rallenta. Una prima perdita nel settore degli smartphone che non si vedeva da circa 15 anni, un dato che pesa e che racconta molto di come sia cambiato il mercato.

Un paradosso tutto interno all’azienda

Il punto è che Samsung Electronics vive di due anime diverse, e in questo momento tirano in direzioni opposte. Da un lato la divisione che produce chip e memorie fa registrare numeri da record, spinta da una domanda che non accenna a fermarsi. Dall’altro lato il comparto che si occupa dei telefoni finisce in rosso, e questo è il dettaglio che salta all’occhio più di ogni altro. Le memorie quindi sono contemporaneamente la parte forte e quella che complica i conti, perché il loro costo pesa anche sulla produzione degli stessi dispositivi mobili.

La spiegazione dietro questa perdita ha a che fare con una scelta precisa sui listini. I prezzi degli smartphone sono stati tenuti troppo bassi, e in un contesto in cui le componenti costano sempre di più, il margine si assottiglia fino a scomparire del tutto. Vendere tanto non basta più, se ogni pezzo che esce dalla fabbrica lascia poco o niente in cassa.

Cosa significa questa perdita per il colosso coreano

Il fatto che parliamo della prima perdita operativa dopo così tanti anni dice parecchio sullo stato del settore. Non è un problema di volumi né di popolarità dei prodotti, quanto piuttosto di equilibrio tra quello che si spende per costruire un telefono e quello che poi si riesce a incassare vendendolo. Quando i costi delle componenti salgono e i listini restano fermi verso il basso, il conto alla fine non torna.

Il paradosso più curioso è proprio questo. La forza di Samsung nei chip finisce per rivoltarsi contro la sua stessa divisione mobile, che deve fare i conti con memorie sempre più care da montare sui propri dispositivi. Una situazione in cui una parte dell’azienda guadagna esattamente là dove l’altra ci rimette, tutto sotto lo stesso tetto.

Resta il dato di fondo, quello che colpisce chiunque guardi ai numeri del gruppo coreano. La divisione semiconduttori segna un record, quella degli smartphone incassa un risultato negativo che non si vedeva da 15 anni. Due facce della stessa medaglia, con le memorie a fare da spartiacque tra il successo e la difficoltà.

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