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Le lavatrici e asciugatrici Samsung di ultima generazione puntano su un aspetto che fino a pochi anni fa finiva in fondo alla lista delle priorità: il rumore. Cucine aperte sul soggiorno, zone lavanderia ricavate a pochi passi dalle camere da letto, case trasformate in ufficio per una parte della settimana. In un contesto del genere il ronzio di una centrifuga non è più un dettaglio trascurabile, ma un criterio di scelta che si affianca ai consumi e alle prestazioni vere e proprie.
L’azienda coreana se ne è accorta leggendo i numeri delle proprie indagini di mercato. Una ricerca di marzo commissionata a Verve e citata da Samsung racconta che un consumatore europeo su quattro considera la rumorosità della lavatrice un problema concreto, non una seccatura passeggera. Percentuale abbastanza alta da giustificare investimenti mirati proprio lì, sulle fasi del ciclo che generano più vibrazioni.
Motori Digital Inverter e decibel sotto controllo
Il lavoro parte dalla meccanica. Alla base ci sono motori e compressori Digital Inverter, progettati per ridurre attriti e vibrazioni rispetto alle soluzioni tradizionali. Meno parti che strisciano, meno oscillazioni trasmesse alla struttura, meno rumore che si propaga per il pavimento e arriva nella stanza accanto. Un approccio che si sente soprattutto durante centrifuga e asciugatura, cioè i due momenti in cui gli elettrodomestici tendono a farsi notare di più.
I valori dichiarati parlano di livelli fino a 72 dB per alcune lavatrici e 60 dB per le asciugatrici. Numeri che vanno presi per quello che sono, ovvero riferimenti indicativi, perché il risultato reale cambia in base al modello scelto, al programma impostato e alla fase specifica del ciclo. Un carico pesante centrifugato ad alta velocità non suonerà mai come un lavaggio delicato a bassa temperatura, e su questo nessuna tecnologia può fare miracoli.
La riduzione del rumore, comunque, non viaggia da sola. Si inserisce dentro una piattaforma più ampia che Samsung ha costruito attorno alla gestione automatizzata del bucato, dove la parte silenziosa è un pezzo di un discorso che comprende anche efficienza e comodità d’uso.
Ecobubble, AI Wash+ e il controllo da smartphone
Sul fronte del lavaggio vero e proprio, la tecnologia Ecobubble miscela acqua, aria e detergente per generare una schiuma che riesce a penetrare nei tessuti anche a basse temperature. L’idea di fondo è semplice: ottenere buoni risultati senza dover ricorrere per forza ad acqua molto calda, con il risparmio energetico che ne consegue. A parità di pulizia, insomma, si scalda meno.
Poi c’è AI Wash+, che sposta l’attenzione sull’automazione. La lavatrice analizza parametri come il peso del carico e il livello di sporco, e in base a quelli regola da sola la quantità d’acqua, il detergente e il numero di risciacqui. Meno impostazioni da scegliere a mano, meno rischio di sprecare prodotto o di ritrovarsi con capi lavati male perché il programma non era quello giusto.
L’ultimo tassello è SmartThings, l’app che permette di gestire da smartphone le lavatrici Wi-Fi compatibili. Da lì si controlla l’avanzamento del ciclo senza doversi alzare, arrivano le notifiche quando il detergente nell’EcoDosatore sta per finire e anche quando conviene programmare una pulizia del cestello. Piccole attenzioni che, messe insieme, riducono la manutenzione dimenticata e allungano la vita dell’elettrodomestico.








