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Le indiscrezioni sul Google Pixel 12 Pro Fold arrivano da est e puntano tutte nella stessa direzione, cioè verso la parte del pieghevole che gli utenti guardano per prima e giudicano più severamente, la piega centrale del display interno. Secondo quanto circola in questi giorni, il prossimo top di gamma richiudibile di Google adotterebbe la stessa soluzione tecnica scelta da Apple per il suo primo smartphone a libro, con un impatto diretto proprio su quella linea orizzontale che ancora oggi si vede e si sente sotto il dito.
Il contesto aiuta a capire perché la notizia interessa. La prossima settimana Apple terrà un evento in cui, tra le altre cose, dovrebbe alzare il velo su iPhone Ultra, il primo pieghevole della casa di Cupertino. Un debutto atteso da tempo, che ha alimentato curiosità tra appassionati e addetti ai lavori, e che i concorrenti osservano con attenzione quasi maniacale per capire quanto Apple possa risultare temibile anche in un segmento dove è arrivata per ultima.
La tecnologia dual-UTG e il nodo della piega
Il punto tecnico è questo, la tecnologia dual-UTG, ovvero un doppio strato di vetro ultrasottile applicato al pannello flessibile. La soluzione messa a punto da Samsung Display prevede un primo strato di UTG posizionato sopra lo schermo e un secondo strato collocato al di sotto, con funzione di supporto per il pannello OLED. L’assemblaggio, poi, viene adattato caso per caso alle caratteristiche di ciascun dispositivo, quindi non si tratta di un pacchetto identico per tutti ma di una base comune declinata secondo le esigenze dei singoli produttori.
Google, OPPO e Vivo starebbero lavorando insieme a Samsung Display per portare questa architettura sui rispettivi pieghevoli di nuova generazione. La stessa che, a quanto pare, verrà utilizzata sul primo iPhone pieghevole. Un particolare non banale, perché significa che il fornitore coreano finisce per essere il perno tecnologico di buona parte del mercato, Apple compresa.
Google Pixel 12 Pro Fold e i tempi di arrivo
Da questo specifico punto di vista Pixel 11 Pro Fold resta un passo indietro rispetto ad alcuni dei principali rivali, Samsung e OPPO in testa, che sulla gestione della piega del display hanno già fatto progressi evidenti. Un ritardo che Google avrebbe intenzione di colmare con la generazione successiva, allineandosi a chi finora ha corso più veloce sul fronte della resistenza e della planarità dello schermo interno.
Sulle tempistiche, però, serve pazienza. OPPO e Vivo dovrebbero presentare i propri modelli con la nuova tecnologia nella prima metà del 2027, mentre per Google Pixel 12 Pro Fold l’attesa si allungherebbe fino alla seconda parte dello stesso anno, in linea con il calendario abituale della famiglia Pixel. Nei mesi a venire arriveranno con ogni probabilità dettagli più precisi, anche perché una modifica di questo tipo tocca la struttura stessa del dispositivo e difficilmente resta nascosta a lungo nella filiera.
Nel frattempo il quadro delle novità in casa Google si muove su altri fronti. Pixel 11 Pro Fold è stato messo alla prova con i consueti test di resistenza, un rituale che ormai accompagna ogni nuovo pieghevole e che sul modello attuale ha già dato le sue risposte. L’app Meteo Pixel è stata aggiornata sui Pixel Watch con l’aggiunta di tre nuove complicazioni, mentre Gemini in Chrome ha guadagnato la possibilità di analizzare i file direttamente dal pannello laterale, funzione richiesta da tempo e finalmente disponibile.
Resta il fatto che il vero banco di prova per il futuro pieghevole di Google passa da quel doppio strato di vetro ultrasottile, la variabile che potrebbe finalmente rendere quasi invisibile la piega centrale anche sui dispositivi con la G maiuscola sul retro.








