Health Assistant di Samsung arriva finalmente in versione beta, e lo fa con un obiettivo tutt’altro che banale: aiutare le persone a capire davvero cosa significano tutti quei numeri sulla salute che ogni giorno finiscono dentro le app. Il produttore sudcoreano ha annunciato il lancio di Health Assistant Beta, presentandolo come il primo Personal Health Assistant alimentato dall’intelligenza artificiale. Ed è un esempio concreto di quello di cui si parlava già qualche giorno fa, ovvero la necessità di dare in pasto i propri dati all’AI di Samsung Health per sbloccare le funzioni più avanzate.
Samsung prova a rendere comprensibili i dati sulla salute
Chiunque abbia usato un’app per il fitness lo sa bene. La quantità di dati raccolti è enorme, tra grafici, statistiche, suggerimenti e parametri di ogni tipo. Il problema è che spesso tutta questa roba resta lì, incomprensibile, e alla fine diventa poco utile. Samsung se n’è accorta, e la risposta è appunto Health Assistant Beta, l’assistente AI che trova posto direttamente dentro l’app Samsung Health. Lo scopo dichiarato è aiutare chi lo usa a raggiungere i propri obiettivi di forma fisica e benessere, senza doversi laureare in medicina per interpretare un grafico del sonno.
Il meccanismo è semplice, almeno sulla carta. L’assistente mette in relazione i dati importanti sulla salute con informazioni chiare e comprensibili, così da permettere all’utente di fare domande dirette e ricevere consigli pratici. Sonno, Attività, Alimentazione, Mindfulness e Parametri vitali sono quelli che Samsung chiama i cinque pilastri del benessere. E qui c’è la parte interessante: Health Assistant non si limita a tradurre questi dati in qualcosa di leggibile, ma spiega anche come ciascun pilastro influisca sugli altri. Promette persino di scovare pattern e segnali che, altrimenti, sarebbero passati inosservati.
Un primo passo, con il coaching che arriverà
Per ora si tratta soltanto di far entrare il Personal Health Assistant nella routine quotidiana delle persone. Ma Samsung ha già lasciato intendere che il futuro sarà più ambizioso. L’assistente, infatti, dovrebbe evolversi in una sorta di coach personale, pensato per favorire abitudini più sane e accompagnare gli utenti verso i loro traguardi. Non un semplice contenitore di numeri, insomma, ma qualcosa che prova a spingere nella direzione giusta.
C’è poi il capitolo personalizzazione, ed è forse quello che rende tutto più concreto. Secondo Samsung, Health Assistant utilizzerà il Personal Data Engine, il cosiddetto PDE, come contesto per fornire risposte altamente personalizzate, tenendo conto degli impegni e delle preferenze di chi lo usa. Tradotto: l’assistente potrebbe accedere al calendario e proporre suggerimenti su misura in base alle attività già in programma. Un allenamento consigliato in un momento libero della giornata, per esempio, oppure indicazioni pensate attorno agli impegni reali e non su una tabella astratta.
È un approccio che punta tutto sul rendere utile ciò che finora, per molti, era rimasto solo un mucchio di dati fini a sé stessi. La beta è il banco di prova, il modo con cui Samsung Health vuole verificare quanto le persone siano disposte a fidarsi di un’intelligenza artificiale con in mano le informazioni più intime, quelle sul proprio corpo e sulle proprie abitudini.


