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Le vendite del Galaxy Z Fold 8 hanno costretto Samsung a rivedere i piani di produzione, con un milione di unità aggiuntive da realizzare prima del previsto. Un numero che nel mondo dei pieghevoli suona quasi surreale, considerando che per anni questo segmento è rimasto una nicchia costosa, ammirata più che comprata. Stavolta qualcosa si è mosso davvero, e i dati raccolti nelle prime settimane di commercializzazione lo confermano senza troppi giri di parole.
La richiesta è talmente alta che l’azienda coreana deve ora procurarsi materiali e componenti in tempi stretti, riorganizzando la catena di fornitura per non lasciare scaffali vuoti. Non capita spesso che un produttore si trovi a rincorrere la domanda di un dispositivo che supera i 1.800 euro di listino.
Numeri da capogiro per il pieghevole a forma di passaporto
Le rilevazioni di Counterpoint Research raccontano un dominio quasi imbarazzante. Il modello ha raccolto il 70% dei preordini in Corea del Sud, quasi la metà del totale negli Stati Uniti e circa il 40% in Europa. Ha conquistato la prima posizione anche in Giappone, Cina e Sud Est asiatico, lasciando al più costoso Galaxy Z Fold 8 Ultra il primato solo in India.
Gli analisti prevedono che la spinta non si esaurisca con la fase dei preordini. Le consegne del primo anno dovrebbero raddoppiare rispetto alla generazione precedente, quella del Z Fold 7, mentre le vendite complessive della serie sono stimate in crescita di oltre il 70% rispetto al Z Fold 6. Tradotto: Samsung sembra aver finalmente trovato la formula giusta per portare i pieghevoli fuori dalla bolla degli appassionati e dentro il mercato di massa.
C’è però anche una lettura meno romantica di questo boom. I prezzi dei chip di memoria e archiviazione continuano a salire e la carenza di componenti potrebbe trascinarsi fino al 2028. Molti acquirenti potrebbero aver semplicemente fatto due conti, decidendo di comprare adesso invece di pagare cifre ben più alte per un Z Fold 9 sostanzialmente simile nel 2027. Un acquisto difensivo, insomma, che si somma all’entusiasmo genuino per il prodotto.
Cosa rende il Galaxy Z Fold 8 diverso dagli altri
Il vero colpo di scena sta nelle proporzioni. Il nuovo rapporto d’aspetto ridefinisce l’idea stessa di telefono pieghevole: il display interno da 7,6 pollici adotta il formato 4:3, quello considerato “aureo” per leggere e lavorare, mentre lo schermo esterno da 5,5 pollici da chiuso risulta comodo e per nulla ingombrante. Più largo che alto, con una forma che ricorda un passaporto. Un dettaglio apparentemente estetico che ha cambiato le carte in tavola.
Sotto la scocca c’è il chipset Snapdragon 8 Elite Gen 5 in versione personalizzata, affiancato da una camera di vapore per il raffreddamento a liquido e fino a 16 GB di RAM. Il software è One UI 9, con un multitasking a schermo diviso rivisto e ottimizzato per sfruttare la superficie extra. Sul fronte fotografico due sensori posteriori da 50 MP, mentre l’autonomia è affidata a una batteria da 4.800 mAh con ricarica rapida a 45W.
Il paragone con il fratello maggiore, il Galaxy Z Fold 8 Ultra, resta interessante ma quasi accademico. Quest’ultimo è il pieghevole premium dalla forma tradizionale, tecnicamente superiore in diversi aspetti, eppure il pubblico ha scelto altro. La forma conta più della scheda tecnica, a quanto pare.
Il confronto che aspetta Apple
Nel frattempo si avvicina l’arrivo di iPhone Ultra, il primo pieghevole della casa di Cupertino, anch’esso dato per più largo che alto secondo le indiscrezioni circolate finora. Un confronto diretto, quindi, su un terreno dove Samsung ha accumulato anni di esperienza mentre Apple si presenta come debuttante assoluta.
La partita si giocherà sullo stesso formato, con lo stesso tipo di promessa: uno schermo grande che entra in tasca. Il vantaggio industriale, per ora, sembra tutto dalla parte coreana, con quel milione di unità extra da produrre in fretta e furia a testimoniarlo.










