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Per una persona con una disabilità visiva puntare la fotocamera dello smartphone verso un oggetto ha davvero senso solo se il telefono riesce a interpretare ciò che sta inquadrando. Google lavora su questa possibilità da oltre un anno all’interno di Gemini Live e adesso compie un passo avanti concreto con Guided Vision, una funzione costruita con un’attenzione particolare all’accessibilità. La novità è in distribuzione da oggi sugli smartphone Android compatibili. Una volta attivata consente di condividere la fotocamera e di ricevere descrizioni vocali in tempo reale dell’ambiente circostante. Ma non si ferma qui, perché permette anche di fare domande successive e di ottenere istruzioni a voce per correggere l’inquadratura.
Gemini Live diventa una guida durante l’inquadratura
Il cuore della novità sta proprio in questo dettaglio. Guided Vision non si limita a raccontare quello che compare nel mirino della fotocamera. Quando l’assistente ha bisogno di una visuale migliore può chiedere di spostare il telefono verso destra, di inclinarlo verso il basso oppure di fare qualche passo indietro. È un modo di interagire molto diverso dalla semplice descrizione di un’immagine statica, perché il sistema partecipa attivamente alla ricerca del punto di vista giusto.
La funzione è il frutto di un percorso che Google aveva già avviato all’interno di Gemini Live. In precedenza l’azienda aveva introdotto una forma di guida visiva capace di evidenziare gli oggetti direttamente sullo schermo. Più avanti erano comparsi riferimenti a un interruttore dedicato proprio a Guided Vision e, successivamente, a una scorciatoia per l’accessibilità pensata per raggiungere la funzione in modo diretto. Nel mese di settembre Google aveva poi mostrato l’esperienza completa, presentandola però ancora come «in arrivo». Con l’annuncio di oggi il lancio diventa ufficiale.
Dalle etichette minuscole agli auricolari caduti
Gli scenari in cui lo strumento torna utile sono parecchi e riguardano soprattutto la vita di tutti i giorni. Guided Vision può aiutare a leggere etichette stampate con caratteri piccolissimi, a riconoscere i comandi di un elettrodomestico o a ritrovare un auricolare finito chissà dove sul pavimento. Allo stesso modo può servire per individuare un oggetto dentro un armadio pieno, per riconoscere e abbinare i colori dei vestiti oppure per farsi descrivere una stanza mai vista prima.
Le conversazioni possono andare avanti con nuove domande mentre il sistema suggerisce come muovere il telefono per ottenere un’inquadratura più adatta all’analisi. C’è anche il supporto a più lingue, un aspetto tutt’altro che secondario per un servizio di questo tipo. Per mettere a punto la funzione Google ha collaborato con Aira, un servizio specializzato proprio nell’accessibilità. Nel progetto sono stati coinvolti oltre 1.000 membri della rete Trusted Tester di Aira, che hanno provato l’esperienza sul campo e contribuito al suo sviluppo.
Come attivare Guided Vision e su quali dispositivi
Le strade per accendere la funzione sono diverse. L’opzione si trova direttamente nelle impostazioni di Gemini, ma è raggiungibile anche dal menu Accessibilità di Android oppure attraverso TalkBack, lo screen reader integrato nel sistema operativo. Una scelta che rende l’accesso più semplice proprio a chi usa già gli strumenti di supporto alla lettura dello schermo.
Sul fronte della compatibilità i requisiti sono piuttosto ampi. Guided Vision funziona sui dispositivi con Android 9 o versioni successive, nei Paesi e nelle lingue in cui è già disponibile Gemini Live.
Fonte: TecnoAndroid








