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Su Clipchamp è arrivato l’upscaling AI, la funzione che promette di trasformare video di bassa qualità in filmati più definiti fino al formato 4K, e la novità risulta già attiva sull’app di editing video firmata Microsoft e integrata in Windows 11. In italiano il nome scelto è tutt’altro che criptico: Aumenta la risoluzione. Una voce che compare nell’interfaccia e che, almeno sulla carta, dovrebbe dare una seconda vita a tutte quelle clip girate anni fa con dispositivi ormai superati.
La descrizione fornita dal software è piuttosto esplicita e recita che la funzione aumenta la risoluzione dei video per un aspetto più nitido e chiaro, anche se il filmato è stato registrato con un telefono meno recente. Curioso, per inciso, che il gruppo di Redmond dia per scontato che i video debbano per forza arrivare da uno smartphone, ma è un dettaglio che si può tranquillamente lasciar correre.
Come funziona l’upscaling AI dentro Clipchamp
Il meccanismo è diretto. Basta selezionare una qualsiasi clip già inserita nella timeline e sul lato destro dell’interfaccia compare la voce dedicata all’aumento della risoluzione. Un clic e si apre il pannello con due opzioni disponibili, 1080p e 4K. Nessuna configurazione complessa, nessun parametro da smanettare, solo la scelta della definizione finale.
Va da sé che puntare sul 4K comporta un carico di lavoro decisamente più pesante per la macchina. Più potenza di calcolo richiesta, più tempo di attesa prima di vedere il risultato. È il classico compromesso tra qualità e pazienza, con l’aggravante che su configurazioni meno muscolose il divario può farsi sentire parecchio.
Per chi non trovasse la funzione nell’app, la strada è quella solita. Si apre Microsoft Store, si va sulla scheda Download e si preme il pulsante per controllare gli aggiornamenti disponibili. In questo modo viene forzata l’installazione dell’ultima versione di Clipchamp e la novità dovrebbe comparire senza troppi problemi.
Il test estremo e un risultato inaspettato
La teoria è una cosa, la pratica un’altra. Per mettere alla prova la funzione è stato scelto un caso volutamente al limite: alcuni video registrati nei mesi estivi con una Nilox Mini Action Cam, dispositivo che di certo non fa dell’alta definizione il proprio biglietto da visita. La videocamera salva esclusivamente in 1280×720 pixel, senza alcuna possibilità di scegliere altri formati, con una resa visiva che sa di altri tempi. Un limite che, paradossalmente, rappresenta proprio il motivo per cui viene acquistata da chi cerca quel tipo di estetica.
Il filmato è stato caricato nell’app e sottoposto all’elaborazione spingendo la richiesta fino al massimo, quindi il 4K. La clip durava pochi secondi e il processo ha richiesto all’incirca un minuto. Il risultato, però, non è andato nella direzione sperata. Invece di guadagnare in nitidezza e dettaglio, l’immagine si è trasformata in qualcosa di decisamente psichedelico, con un esito difficile da spiegare e ancora più difficile da considerare utilizzabile.
Un episodio che non basta da solo a bocciare l’intera funzione, visto che la prova è stata costruita apposta per essere severa. Partire da un video 720p di qualità volutamente scadente e chiedere all’intelligenza artificiale di portarlo direttamente al 4K significa domandare parecchio a un algoritmo che lavora comunque su informazioni assenti nel file originale. Resta il fatto che, in questo specifico caso, l’elaborazione ha prodotto artefatti evidenti anziché il miglioramento promesso.
La funzione è disponibile da subito per gli utenti di Windows 11 che hanno l’applicazione aggiornata all’ultima release.
Fonte: TecnoAndroid








