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Riconoscimento facciale sempre più presente nelle telecamere

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Riconoscimento In Inghilterra e Galles si sta diffondendo l’uso di tecnologie di riconoscimento facciale in tempo reale da parte delle autorità. Tale evoluzione sta delineando un futuro in cui tali strumenti saranno parte del paesaggio urbano. A tal proposito, è utile l’indagine condotta dal quotidiano The Guardian e dalla piattaforma Liberty Investigates. Secondo quanto riportato tale innovazione è al centro di un importante cambiamento. Relativo alle strategie di sicurezza pubblica.

Telecamere con riconoscimento facciale: ecco i dettagli

Nel 2016 sono partite le prime sperimentazioni a Londra e nel Galles meridionale. Da quel momento, l’adozione della tecnologia è cresciuta esponenzialmente. Solo nel 2024, sono stati scansionati oltre 4,6 milioni di volti. Raddoppiando i numeri dell’anno precedente. Allo stesso tempo, il numero di veicoli equipaggiati con dispositivi di riconoscimento facciale è passato da 63 a 256. Nei prossimi mesi, sarà operativa anche un’unità mobile. Quest’ultima sarà dotata di dieci furgoni pronti a spostarsi su tutto il territorio nazionale.

Numerosi fondi pubblici sono già stati investiti per acquisire sistemi avanzati e potenziare l’accesso da parte della polizia a una vasta gamma di archivi digitali. L’obiettivo è consentire operazioni di riconoscimento facciale non solo in tempo reale, ma anche retrospettivamente. Analizzando volti già archiviati per identificare eventuali sospetti.

Il funzionamento di tali tecnologie si basa sulla comparazione automatica dei volti ripresi dalle telecamere di sorveglianza con quelli contenuti in liste di controllo elaborate dalle autorità. Un documento redatto dalla polizia del Galles del Sud, relativo a una proposta per installare questi sistemi nel West End londinese e nella stazione di Cardiff, evidenzia la volontà di estendere l’uso della tecnologia. In particolare, in centri urbani ad alta densità e a nodi nevralgici del trasporto pubblico.

Tale pratica, però, ha sollevato serie preoccupazioni da parte di associazioni per i diritti civili, che la paragonano ad un monitoraggio continuo e indiscriminato. Inoltre, una sentenza del 2020 aveva dichiarato illegittimo l’uso di tali strumenti in Galles. Mentre il quadro normativo generale rimane ancora incompleto. Il governo britannico non ha ancora presentato una legislazione specifica in merito, e secondo molti osservatori, la polizia agisce attualmente in un regime di autoregolamentazione.

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