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Reddito di cittadinanza: tempi, proroghe e scadenze di pagamento
Per il reddito di cittadinanza cresce il numero di percettori a valle della pandemia da Coronavirus. Rispetto al periodo precedente si è potuto registrare un +18% sul dato delle adesioni, in accordo con quanto riportato all’interno del sito gds.it
Il pagamento si avvicina per migliaia di italiani dopo l’accoglimento delle domande prevenute a partire da Aprile 2020. L’appuntamento con la ricarica PostePay è vicino mentre molti utenti vicini alla scadenza prevista dal bando si chiedono se sia possibile posticipare ulteriormente il periodo di validità. Gli interessati hanno iniziato a ricevere il bonifico a partire dal 27 giugno scorso.
Per rispondere alla domanda sul posticipo del tempi e quindi sulla connessione di ulteriori diciotto mensilità c’è una buona notizia. Nel rispetto dei requisiti previdenziali ed economici richiesta da INPS e Governo è possibile rinnovare la richiesta presentando una nuova istanza che concede ulteriore tempo per beneficiare dei bonus di inclusione secondo quanto previsto dal Decreto Economico.
Le dinamiche e le richieste, di fatto, non mutano. I requisiti obbligatori restano i seguenti:
- ISEE inferiore a 9.360 euro all’anno se si è in affitto, altrimenti non deve superare i 7.560 euro l’anno per chi vive in casa di proprietà;
- patrimonio immobiliareinferiore a 30.000 euro, considerando anche eventuali patrimoni posseduti all’estero;
- patrimonio mobiliare inferiore a 6.000 euro, limite che sale fino a 2.000 euro in più per ogni componente familiare successivo al primo figlio (fino a una cifra massima di 10.000 euro), di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo e di 5.000 euro in caso di persona con disabilità in famiglia.
Quando non si può ottenere il RdC
- se in famiglia si è in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, oppure di auto con cilindrata superiore ai 1.600 cc o moto con cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni;
- alle famiglie che possiedono navi e imbarcazioni da diporto;
- ai soggetti in stato detentivo;
- a una famiglia nelle quali uno dei componenti si è dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti alla richiesta, fatta eccezione per le dimissioni per giusta causa.









