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Con occhi rossi, zampe ricoperte di peluria e una bocca circondata da tre labbra, i nuovi ragni di mare individuati nel Mare di Salish sono la prima scoperta del genere in quasi cento anni. Un intervallo lunghissimo, se si pensa a quante spedizioni scientifiche hanno setacciato quelle acque nel frattempo. Eppure erano lì, in un tratto di oceano tutt’altro che remoto, a un passo dalle coste abitate. Il dettaglio che colpisce di più, però, arriva alla fine: questi animali depongono le uova dalle zampe. Non da un addome, non da una struttura riproduttiva riconoscibile come tale. Dalle zampe.
Come sono fatti questi ragni di mare
Il nome comune inganna un po’, perché non si tratta di ragni nel senso in cui li conosciamo sulla terraferma. Sono creature marine con un corpo ridotto quasi al minimo indispensabile, tanto che gran parte degli organi finisce per distribuirsi lungo gli arti. Le zampe pelose non sono un vezzo estetico: quella peluria ha una funzione sensoriale e in molti casi aiuta l’animale a percepire l’ambiente circostante in acque dove la visibilità è scarsa.
Poi ci sono gli occhi rossi, che danno a queste specie un aspetto decisamente poco rassicurante nelle immagini ravvicinate. E la bocca, che merita un discorso a parte. La bocca a tre labbra funziona come una sorta di apparato aspirante, una proboscide che consente all’animale di nutrirsi succhiando i fluidi delle prede. Niente masticazione, niente zanne. Un sistema efficiente e piuttosto inquietante da osservare.
Messi tutti insieme, questi tratti restituiscono l’immagine di organismi che sembrano usciti da un film di fantascienza a basso budget. La realtà, come spesso capita quando si parla di fondali marini, supera l’immaginazione di qualsiasi sceneggiatore.
Uova deposte dalle zampe e altre stranezze
La riproduzione è il capitolo che rende questi animali davvero unici. Le uova deposte dalle zampe rappresentano una soluzione evolutiva che non ha molti paragoni nel regno animale. Il corpo centrale è talmente compresso che la natura ha semplicemente spostato altrove le funzioni vitali, arti compresi.
È il tipo di adattamento che fa capire quanto la vita marina sia disposta a riscrivere le regole pur di funzionare. Dove un mammifero o un insetto seguono schemi abbastanza rigidi, queste creature hanno preso una strada completamente diversa, distribuendo apparati e funzioni lungo strutture che normalmente servono solo a muoversi.
Perché il Mare di Salish continua a sorprendere
Il Mare di Salish è quel sistema di acque che si estende tra la costa nordoccidentale degli Stati Uniti e il Canada meridionale, un ambiente complesso fatto di canali, insenature e fondali molto diversi tra loro. Non è un luogo inesplorato, tutt’altro. Ed è proprio questo a rendere la scoperta interessante.
Che siano serviti quasi cento anni per aggiungere nuovi nomi all’elenco dei ragni di mare conosciuti in quell’area racconta qualcosa di più ampio sulla conoscenza degli ecosistemi marini. Anche nelle acque più battute, anche vicino alle città, esistono forme di vita che nessuno aveva ancora catalogato. Spesso perché sono piccole, mimetiche, poco appariscenti. Oppure perché nessuno le stava cercando davvero.
La biodiversità dei fondali resta in gran parte un territorio aperto, e ogni ritrovamento di questo tipo sposta un po’ più in là il confine di ciò che si pensava di sapere. Questi ragni di mare dagli occhi rossi ne sono l’ennesima prova.
Fonte: TecnoAndroid








