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Qualcomm torna da Samsung per i prossimi Snapdragon top di gamma

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Qualcomm ha confermato di essere al lavoro con le fonderie Samsung per la produzione dei prossimi chip Snapdragon, e i primi frutti di questa collaborazione potrebbero vedersi già il prossimo anno con il nuovo processore top di gamma. La notizia è arrivata a ridosso dello Snapdragon Summit alle Hawaii, l’evento in cui il chipmaker californiano ha presentato i suoi primi chip a 2 nm. Chip che però escono dalle linee produttive di TSMC, e non da quelle del gruppo sudcoreano.

Il dettaglio non è secondario perché racconta bene la situazione attuale. Da mesi circolavano indiscrezioni secondo cui almeno una parte degli Snapdragon 8 Elite Gen 6 sarebbe stata realizzata negli stabilimenti Samsung. Le cose sono andate diversamente, visto che per ora la commessa è rimasta al 100% nelle mani di TSMC. Eppure quelle voci non erano del tutto infondate. Qualcosa si muoveva già allora dietro le quinte, e la conferma ufficiale di Qualcomm lo dimostra con una certa chiarezza. Il rapporto tra le due aziende non si è mai davvero interrotto sul piano strategico, anche se sul fronte produttivo il fornitore principale oggi resta il colosso taiwanese.

Samsung partner chiave per i prossimi anni

A esporsi in prima persona è stato Chris Patrick, vicepresidente senior e responsabile della divisione Mobile Handsets di Qualcomm, cioè quella dedicata agli smartphone. Il dirigente ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Samsung Electronics e ha espresso chiaramente l’intenzione di consolidare l’azienda sudcoreana come partner per gli anni a venire. Parole che vanno oltre la semplice cortesia di facciata. Patrick ha infatti definito il gruppo di Seul uno dei collaboratori più importanti a livello globale. Un’affermazione che lascia intendere come il rapporto possa estendersi ben oltre i singoli progetti attualmente in fase di sviluppo. In altre parole il produttore americano non sembra intenzionato a limitarsi a un esperimento isolato, ma guarda a una partnership di lungo periodo con le fonderie di Samsung. Per il settore dei semiconduttori si tratta di un segnale rilevante, dato che la produzione dei processori di fascia alta negli ultimi tempi si è concentrata quasi interamente su un unico fornitore.

Un ritorno al passato più che una novità assoluta

Vale la pena ricordare che non si parla di un debutto. Qualcomm si affidava già alle fonderie Samsung per realizzare gli Snapdragon top di gamma e anche altri chip del proprio catalogo. Poi però ha scelto di cambiare strada e di abbandonare il partner sudcoreano. Il motivo era legato a problemi di efficienza termica ed energetica che col tempo erano diventati sempre più difficili da ignorare, soprattutto su dispositivi come gli smartphone dove consumi e temperature contano parecchio.

Si può dire con una certa tranquillità che l’arrivo della tecnica di produzione FinFET non sia stato particolarmente favorevole per la società sudcoreana. Proprio in quella fase erano emerse le difficoltà che avevano spinto Qualcomm a guardare altrove. Oggi il quadro sembra però diverso. Samsung pare stia riuscendo a rimettersi in carreggiata e il merito va soprattutto al passaggio alla tecnologia GAAFET, che rappresenta un’evoluzione dell’architettura dei transistor. È proprio questo cambio di approccio produttivo ad aver riaperto le porte a una collaborazione che fino a poco tempo fa sembrava archiviata, con il prossimo chip top di gamma di Qualcomm come possibile primo banco di prova.

Fonte: TecnoAndroid

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