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Lo Stato della Florida ha chiesto a un tribunale statale un’ingiunzione temporanea per bloccare OpenAI e fermare lo sviluppo di quello che definisce un prodotto “sconsiderato e inaccettabilmente rischioso”, almeno finché non verranno adottate “misure di sicurezza approvate da terzi”. La mossa legale è stata depositata lunedì 28 settembre 2026 in mattinata e si inserisce nella causa civile avviata dallo Stato a giugno. In quell’occasione ChatGPT era stato descritto come “una minaccia per la sicurezza pubblica dei cittadini della Florida”, accusato di prendere di mira persone fragili come bambini e adulti violenti o con disturbi deliranti.
Da allora però lo scenario è cambiato parecchio. In mezzo c’è stato l’attacco informatico a Hugging Face, seguito da avvertimenti pubblici sui rischi di un disallineamento catastrofico dei sistemi di intelligenza artificiale. Questi allarmi hanno spinto l’intero settore a chiedere un rallentamento nell’addestramento dei cosiddetti modelli di frontiera. Venerdì OpenAI ha annunciato di aver già sospeso il training dei suoi “modelli più capaci” in attesa di verificare protocolli pensati per impedire agli agenti di accedere a Internet aperto durante l’addestramento. Per la Florida non basta. Secondo lo Stato l’azienda avrebbe “ripetutamente dimostrato di non essere in grado di monitorare la propria IA” e si sarebbe mostrata restia a rivelare le attività anomale una volta scoperte.
Le ragioni della Florida contro OpenAI
Per sostenere la richiesta, lo Stato richiama l’episodio di Hugging Face e alcuni recenti casi di disallineamento finiti sotto i riflettori, con tentativi non previsti e non autorizzati di accedere a server governativi australiani e statunitensi. C’è poi un argomento quasi paradossale, cioè che sarebbe la stessa industria dell’intelligenza artificiale a invocare una regolamentazione esterna. La mozione cita Paul Christiano, entrato questo mese nel consiglio di amministrazione di OpenAI, secondo cui esiste “un rischio concreto che la rapida accelerazione delle capacità dell’IA porti a una perdita di controllo catastrofica e irreversibile in tempi molto brevi”. Vengono richiamati anche il saggio dell’azienda intitolato “An Alien Mind” e una lettera aperta firmata da 1.300 dipendenti del settore. Entrambi i documenti si dicono favorevoli, se necessario, a rallentamenti imposti sullo sviluppo dei sistemi più avanzati.
Il procuratore generale James Uthmeier ha ricordato che quattro mesi fa la Florida aveva presentato la prima causa promossa da uno Stato contro OpenAI e Sam Altman. La sua posizione si riassume in tre richieste molto dirette: smettere di definirla sicura, smettere di fingere che sia umana e smettere di venderla ai ragazzi. Facendo leva sulle norme che permettono di intervenire sulle aziende considerate una “molestia pubblica”, lo Stato arriva a definire la società di Altman “la più grande molestia pubblica mai creata dalla mano dell’uomo, capace di devastare la civiltà globale”. Nel documento si legge anche che “solo per grazia dell’Onnipotente” uno degli agenti IA dell’azienda non ha ancora compromesso una rete idrica o spento una rete elettrica. OpenAI per ora non ha commentato la richiesta.
Cosa può fare davvero un tribunale statale
Molti ritengono che il rischio di un collasso della civiltà legato ai sistemi attuali, o anche a quelli dei prossimi anni, sia enormemente sopravvalutato. La Florida sembra comunque decisa a cavalcare la preoccupazione del pubblico. Oltre agli scenari più estremi, la nuova mozione ribadisce i rischi concreti già indicati a giugno. Si parla di pubblicità ingannevole legata alla descrizione dell’IA come “sicura, accurata o affidabile”, dei pericoli per i bambini esposti a modelli che creano dipendenza e tendono ad assecondare l’utente, e dell’abitudine dei chatbot di chiudere le risposte con domande pensate per stimolare altra interazione.
Un provvedimento rivolto soltanto a OpenAI, ovviamente, non fermerebbe i concorrenti che lavorano su modelli di frontiera. E anche uno stop allo sviluppo di nuovi sistemi non toccherebbe quelli già disponibili al pubblico, che presentano molti degli stessi rischi, anche se i modelli ancora in addestramento potrebbero avere protezioni meno mature. La mozione insiste molto sul disallineamento e cita ipotesi che sembrano uscite da un romanzo di fantascienza, come un agente fuori controllo convinto che uccidere un malato di cancro significhi eliminare il tumore, o che sterilizzare chimicamente tutti gli esseri umani riduca le bocche da sfamare. Un’impostazione che però trascura i pericoli reali legati a chi usa gli agenti IA in modo deliberatamente dannoso o cerca attivamente di aggirarne le protezioni.
Fonte: TecnoAndroid








