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Proton Drive e CryptPad, le alternative private a Google Drive

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Chi cerca alternative a Google Drive per ragioni di privacy oggi ha davvero l’imbarazzo della scelta, e non si tratta più di soluzioni sperimentali buone solo per smanettoni. Il servizio di Google ha cambiato il modo di lavorare di milioni di persone, questo è fuori discussione, ma con il tempo è cresciuto anche un certo disagio all’idea che un’azienda pubblicitaria possa avere accesso a dichiarazioni dei redditi, referti medici e qualunque altro documento venga caricato sui suoi server. Il vecchio motto “Don’t be evil” è stato ritirato in sordina e la sensazione di fondo è cambiata parecchio. La buona notizia è che le funzioni che sembravano rivoluzionarie quindici anni fa ormai le offrono in tanti. Condivisione, collaborazione in tempo reale, cronologia delle versioni, cestino recuperabile. Tutto disponibile anche altrove, spesso con un approccio alla riservatezza molto più solido.

Proton Drive e CryptPad, le opzioni più immediate

Proton Drive è probabilmente il sostituto più equilibrato per chi arriva da Google. L’azienda si è fatta un nome con Proton Mail, il servizio di posta pensato per chi vuole smarcarsi dall’ecosistema di Mountain View, e ha applicato la stessa filosofia ai file. La crittografia end to end significa che i documenti vengono cifrati in locale prima ancora di partire verso il cloud, quindi solo chi carica i file e le persone con cui vengono esplicitamente condivisi possono leggerne il contenuto.

In fase di registrazione viene fornita una passphrase di recupero da conservare in un posto sicuro. Se va persa, Proton non può fare nulla, perché la cifratura esclude chiunque non abbia le credenziali giuste. Ci sono anche le app cloud, videoscrittura e foglio di calcolo, meno ricche e mature di quelle di Google ma sufficienti per la stragrande maggioranza degli usi quotidiani.

Chi invece cerca soprattutto un rimpiazzo per Documenti e Fogli farebbe bene a guardare CryptPad. Qui si trovano documenti collaborativi, fogli di calcolo, presentazioni, moduli, bacheche kanban, lavagne, documenti Markdown ed editor di codice. CryptDrive conserva tutto questo insieme ai file caricati e li organizza come farebbe un normale disco in rete. Curiosità non da poco, l’istanza principale si può usare anche senza registrarsi, da ospiti, con qualche limite sullo spazio di archiviazione. E anche registrandosi non serve fornire un indirizzo email, bastano nome utente e password. Trattandosi di software open source, nulla vieta di allestire un proprio server CryptPad in casa o su una macchina affittata, magari dentro un container Docker.

Nextcloud e Peergos, per chi vuole spingersi oltre

Quando l’obiettivo diventa il controllo totale, Nextcloud è la strada maestra. Si installa su un server domestico, su un NAS, su un server virtuale in affitto oppure su hardware gestito direttamente dalla propria azienda. Da browser si gestiscono i file, si condividono cartelle, si generano link pubblici, si consultano le versioni precedenti e si recuperano gli elementi cancellati, esattamente come su Drive. E poi c’è tutto il resto dell’ecosistema, calendario, contatti, chat testuale, videochiamate, gestione delle attività e modifica collaborativa dei documenti.

Il rovescio della medaglia è evidente. Autoprodurre il proprio cloud protegge dalle grandi piattaforme, non certo dagli attacchi informatici o dalla perdita accidentale dei dati, e configurare un’infrastruttura sicura richiede competenze che non tutti hanno. È un consiglio pensato per chi già frequenta il mondo dell’homelab.

Per i più intransigenti resta Peergos, che punta sulla cifratura definita post quantistica, cioè teoricamente resistente ad attacchi portati da computer che ancora non esistono e che forse non esisteranno mai. I file vengono cifrati in locale e la chiave di decifratura rimane sul computer dell’utente, soltanto lì. La particolarità è che Peergos nasconde anche la struttura dell’archivio, nomi dei file e cartelle compresi, non solo il contenuto. Un dettaglio importante, perché dai metadati si possono ricavare informazioni anche quando i documenti sono protetti.

Ci sono un editor di testo integrato e la possibilità di condividere file e revocare gli accessi, nonostante la natura peer to peer del sistema, che di solito richiederebbe entrambe le parti collegate contemporaneamente. Non esiste un piano gratuito, ma il livello di ingresso ha un costo contenuto.

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