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Primark ha firmato un nuovo accordo di acquisto a lungo termine con Circ, società statunitense considerata leader a livello globale nel riciclo textile to textile, e si prepara così a vendere vestiti realizzati in poliestere riciclato. Per la catena di abbigliamento si tratta di una mossa che va oltre il semplice annuncio, perché è il primo contratto di fornitura pluriennale mai stipulato con una realtà di questo genere. Un debutto che dice parecchio sulla direzione intrapresa dal marchio.
Il cuore della questione sta tutto in quella formula un po’ tecnica. L’espressione inglese textile to textile significa letteralmente “da tessuto a tessuto” e non è un dettaglio da poco. Quando si parla di scarti di tessuto sintetico, infatti, le strade possibili sono diverse e in teoria quei materiali potrebbero essere recuperati e trasformati in tutt’altro. Con il sistema di Circ invece gli avanzi in poliestere rientrano nello stesso ciclo da cui sono usciti e tornano a diventare abiti.
Cosa cambia con il riciclo da tessuto a tessuto
La differenza può sembrare sottile ma pesa. Un conto è dare una seconda vita a un materiale destinandolo ad altri usi, un altro è rimetterlo in circolo esattamente dove serviva prima. Nel caso della moda questo significa che una fibra già prodotta continua a essere impiegata per confezionare capi, senza dover ricorrere ogni volta a materia prima nuova.
Ed è proprio qui che si gioca la partita più interessante. Il vantaggio principale dell’approccio di Circ sta nella possibilità di ridurre la dipendenza dal poliestere di nuova produzione, cioè quello realizzato da zero. Meno fibra vergine da fabbricare vuol dire sfruttare meglio ciò che esiste già e chiudere un cerchio che troppo spesso resta aperto. Per un marchio come Primark anche uno spostamento graduale in questa direzione ha un peso che difficilmente passa inosservato.
Un segnale per tutto il settore dell’abbigliamento
L’intesa con Circ rappresenta un passo significativo verso la diffusione del poliestere riciclato su scala più ampia. Qui non c’è una collezione isolata pensata per fare notizia ma un vero accordo di fornitura pluriennale, quindi un impegno che guarda lontano e che vincola la catena per un periodo prolungato. È questo aspetto a rendere l’annuncio diverso da tante iniziative passeggere viste nel comparto.
Nel frattempo all’interno del settore si registra un interesse crescente verso le soluzioni di riciclo innovative. Le aziende del fashion stanno guardando con attenzione a tecnologie capaci di trasformare gli scarti in risorse e la scelta di Primark si inserisce perfettamente in questo clima. Non è escluso che a breve altre catene decidano di seguire lo stesso esempio, puntando a loro volta su collaborazioni simili con specialisti del recupero tessile.
Fonte: TecnoAndroid








