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PlayStation 5: Sony ripensa l’addio ai giochi su disco

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Il possibile dietrofront di Sony sull’abbandono del formato fisico è l’indiscrezione che sta circolando in queste ore, e stavolta la spinta non arriverebbe dal pubblico ma da chi i giochi li produce e li distribuisce. Il piano, ricordiamolo, prevede lo stop ai titoli su disco per PlayStation 5 a partire dal gennaio 2028, con la prospettiva che la stessa logica venga poi applicata anche alla futura PS6. Una scadenza che sembrava ormai scritta e che invece, stando a un nuovo rapporto, potrebbe essere rimessa in discussione.

Il punto interessante è proprio il motivo del ripensamento. Non le proteste dei giocatori, che pure vanno avanti da mesi, e nemmeno il boicottaggio organizzato qualche settimana fa. A far muovere qualcosa dentro Sony sarebbero state le prime avvisaglie di malumore tra sviluppatori e publisher, cioè la parte della filiera che di solito lavora sottotraccia e che raramente arriva a esprimersi pubblicamente su scelte di questo tipo.

Un questionario descritto come il più grande mai realizzato

Secondo le informazioni emerse, Sony avrebbe contattato direttamente queste categorie attraverso un sondaggio definito come il più grande mai realizzato dall’azienda fino a oggi. Non un semplice giro di telefonate, quindi, ma un questionario strutturato, pensato per fotografare lo stato reale della situazione e capire quanto sia diffuso il disagio nei confronti della direzione presa.

All’interno del documento ci sarebbe una domanda, posta in forma implicita, che mira esattamente a misurare il grado di insoddisfazione legato alla decisione di dire addio ai supporti fisici. Una formulazione indiretta che, tradotta in termini pratici, serve a raccogliere un dato che difficilmente arriverebbe spontaneamente attraverso i canali ufficiali. Chi lavora con Sony, del resto, tende a non criticare apertamente le scelte di una piattaforma tanto centrale per il proprio business.

Il fatto stesso che quella domanda esista racconta qualcosa. Significa che dentro l’azienda esiste una consapevolezza del problema, e che la transizione al digitale non viene più data per scontata come una strada senza alternative. Fino a poco tempo fa il messaggio era piuttosto netto, con una tabella di marcia definita e una data precisa sul calendario.

Cosa c’è in gioco per l’ecosistema PlayStation

La questione, per gli sviluppatori e i publisher, non è nostalgica. Il disco resta un canale di vendita, una forma di presenza nei negozi, una modalità di distribuzione che per certi tipi di prodotto continua a funzionare. Toglierla dall’equazione significa ridisegnare strategie commerciali costruite negli anni, con tutte le conseguenze del caso su prezzi, promozioni e mercato dell’usato.

Sul fronte opposto, PlayStation 5 ha già oggi una quota rilevante di vendite digitali, e la logica industriale dietro la scelta di Sony è comprensibile. Meno logistica, meno produzione fisica, margini diversi. Quello che il sondaggio sembra voler verificare è se il resto della catena sia davvero pronto a seguire, oppure se la scadenza del gennaio 2028 rischi di creare più attriti di quanti l’azienda ne avesse messi in conto.

Fonte: TecnoAndroid

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