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OnePlus 16 su AnTuTu: oltre 5,3 milioni di punti

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OnePlus 16 si è già fatto vedere nei benchmark, e i numeri che arrivano da AnTuTu raccontano di un salto prestazionale piuttosto netto grazie al nuovo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Il debutto dei due chip di fascia altissima di Qualcomm, lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 e la variante Extreme, ha aperto ufficialmente la nuova stagione dei flagship Android, e il dispositivo di OnePlus risulta tra i primissimi a montare la soluzione più spinta della coppia. Con un dettaglio che riguarda da vicino il pubblico italiano, perché il modello non arriverà da noi, dato che il marchio si sta ritirando dal mercato europeo oltre che da quello statunitense.

Numeri da record su AnTuTu per il nuovo top di gamma

OnePlus 16 su AnTuTu: oltre 5,3 milioni di punti

Credits: TecnoAndroid

Il terminale è comparso nel database identificato dal codice modello PYB110, testato nella configurazione più generosa, quella con 16 GB di RAM e 1 TB di spazio interno. Il punteggio complessivo su AnTuTu V12 è di 5.384.433 punti, un valore che supera le prestazioni registrate dalla precedente generazione, lo Snapdragon 8 Elite Gen 5. Interessante anche il dettaglio delle singole voci, perché aiuta a capire dove si concentra la spinta. La CPU si ferma a 1.458.283 punti, la GPU arriva a 2.010.584, la parte dedicata alla memoria totalizza 766.362 punti e l’esperienza d’uso, il cosiddetto UX score, si assesta su 1.149.204.

Numeri che fotografano un componente grafico particolarmente muscoloso, con oltre due milioni di punti attribuiti alla sola GPU. A bordo gira Android 17, quindi il software è già allineato all’ultima versione del sistema operativo di Google, cosa che rende il test ancora più indicativo di quello che sarà il prodotto finale una volta annunciato.

La scelta sulle memorie e il peso dei costi

Un passaggio merita attenzione più delle cifre assolute. La nuova piattaforma Qualcomm supporta le memorie LPDDR6, l’ultimo standard disponibile, ma nella configurazione emersa dal test compaiono 16 GB di LPDDR5X, quindi la generazione precedente. Per lo storage la scelta cade su un taglio da 1 TB con tecnologia UFS 4.1. Una decisione che si legge facilmente come una risposta alla crisi delle memorie che sta caratterizzando il settore, con l’obiettivo di tenere sotto controllo i costi di produzione senza toccare il resto della scheda tecnica.

Non è un dettaglio secondario. Le memorie rappresentano una delle voci di spesa più pesanti nella costruzione di un flagship, e rinunciare al passaggio allo standard più recente permette di mantenere un posizionamento di prezzo più sostenibile. Dal punto di vista dell’utilizzo quotidiano la differenza rischia di essere poco percepibile, ma sulla carta resta uno scarto rispetto al potenziale massimo offerto dal chip.

Il quadro che ne esce è quello di un flagship Android costruito intorno alla potenza bruta, con una configurazione di fascia altissima su RAM e storage e un processore che al momento rappresenta il vertice dell’offerta Qualcomm. Il fatto che OnePlus sia tra i primi a portarlo sul mercato conferma il legame storico tra il produttore e i chip top di gamma della casa americana, una tradizione che va avanti da diverse generazioni di prodotto.

Fonte: TecnoAndroid

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