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Qualcomm lancia Personal AI Health Alliance per dati dai wearable

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Dal palco del Snapdragon Summit ci si aspetta quasi sempre un chip nuovo, invece stavolta la notizia arriva da un fronte diverso: Qualcomm ha dato vita alla Personal AI Health Alliance, un’alleanza costruita insieme a Global Health Connector per trasformare la montagna di dati raccolti da orologi, anelli e sensori vari in qualcosa che abbia davvero un senso clinico. L’annuncio è arrivato da Belfast, nel Regno Unito, dove le due realtà hanno messo nero su bianco una collaborazione che punta tutto sull’intelligenza artificiale applicata alla salute delle persone.

Attorno al tavolo non ci sono soltanto i due promotori. Alla PAIHA hanno aderito anche Optum Health, Scripps Health, MERCK, Digital Medicine Society e Biocom, insieme ad altri soggetti del settore. Una platea che mescola assicurazione sanitaria, ospedali, farmaceutica e associazioni di categoria, il che dice parecchio sull’ambizione del progetto: non un consorzio tecnico di nicchia, ma un tentativo di mettere in fila attori molto diversi attorno allo stesso problema.

Qualcomm lancia Personal AI Health Alliance: tre convinzioni che guidano l’alleanza

L’alleanza dichiara di muoversi su tre principi. Il primo riguarda la capacità di essere percettivi: i dispositivi indossabili dovrebbero offrire informazioni sanitarie più ricche grazie a una rilevazione continua e in condizioni reali, non solo durante una visita o un controllo periodico. Le soluzioni basate su intelligenza artificiale, secondo chi ha firmato l’accordo, sono già in grado di restituire ogni giorno indicazioni utili tanto a chi indossa il dispositivo quanto a chi si occupa della sua salute.

Il secondo punto è la prossimità. Qui il discorso si sposta su dove finiscono le informazioni personali e su chi le elabora. La Personal AI Health Alliance vuole che i dati restino privati, puntando su un’elaborazione dell’intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo, così da ridurre l’esposizione legata alla trasmissione delle informazioni verso l’esterno. È un lavoro dichiaratamente in corso, non un traguardo già raggiunto, e l’alleanza mette in chiaro che continuerà a studiarci sopra.

Terzo principio, essere proattivi. Significa consegnare indicazioni tempestive e pertinenti, nel momento in cui servono davvero e non settimane dopo. Il benessere della persona resta il primo obiettivo, ma la PAIHA non nasconde che la stessa logica possa servire anche a ridurre i costi sanitari o a validare l’efficacia di un farmaco. Due terreni, questi, dove la raccolta continua di parametri reali può cambiare sensibilmente il modo in cui si misurano i risultati.

Dati tanti, intuizioni poche

La frase che riassume meglio lo spirito dell’iniziativa arriva da Bleddyn Rees, di Global Health Connector: “La sanità è ricca di dati ma spesso povera di intuizioni. La vera opportunità sta nel trasformare i dati in intelligenza utilizzabile che migliori i risultati per tutti”. Un modo diretto per dire che accumulare misurazioni non basta, se poi nessuno le legge in modo sensato.

Il percorso è appena iniziato, anche se l’alleanza sostiene di avere già prodotto dimostrazioni pratiche del concetto. L’obiettivo dichiarato è rendere i dati sanitari più continui, mantenendoli però personali e allo stesso tempo accessibili a chi ne ha bisogno. La proprietà resta di chi li genera, questo è il punto fermo ribadito più volte.

Un settore che spinge nella stessa direzione

Non è la prima volta che il mondo dei dispositivi indossabili prova a dare peso reale al monitoraggio continuo. Spinte simili si sono già viste, e la direzione del comparto sembra ormai tracciata. La differenza, stavolta, potrebbe stare nella dimensione della coalizione messa insieme da Qualcomm, che porta al tavolo il silicio e le competenze sull’elaborazione locale, mentre i partner sanitari mettono la conoscenza clinica e l’accesso ai pazienti.

Per ora la Personal AI Health Alliance si presenta con i suoi tre pilastri, i suoi aderenti e la promessa di lavorare su privacy ed elaborazione sul dispositivo come temi aperti, da affinare strada facendo.

Fonte: TecnoAndroid

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