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Chi ha un contratto con TIM potrebbe presto trovare a listino un nuovo bundle con PlayStation 5 Slim abbinata a Marvel’s Wolverine, il titolo Sony atteso da tempo, con la formula del pagamento a rate che l’operatore utilizza ormai da anni per smartphone e prodotti tech. La finestra indicata è quella del 15 settembre 2026, giorno in cui il gioco arriverà ufficialmente sul mercato, e il pacchetto seguirebbe quindi la data di lancio senza anticipi.
La cifra di cui si parla è di 22 euro al mese per 30 mesi, appoggiandosi al finanziamento TIMFin nella sua versione classica, quella a tasso zero che di solito viene proposta con rateizzazioni da 24 o 30 mesi. Chi preferisce diluire ancora di più la spesa ha un’alternativa: dal 14 luglio 2026 nei negozi TIM è attiva la modalità TIMFin Value+, che allunga il piano a 36 rate mensili con tasso agevolato. Nel pacchetto la console arriva nella configurazione da 1TB di spazio di archiviazione, con lettore Ultra HD Blu-ray integrato, e Marvel’s Wolverine dovrebbe essere incluso in versione fisica.
Il disco ha una scadenza, ma non subito
Sul sito dell’operatore compare anche una precisazione che riguarda tutto l’ecosistema PlayStation, non solo questo bundle: da gennaio 2028 i nuovi giochi Sony saranno venduti sul PlayStation Store e presso i rivenditori soltanto in formato digitale. Nessun problema per chi ha una collezione fisica, però, perché i titoli su disco usciti prima di quella data continueranno a funzionare senza limitazioni. Un dettaglio che vale la pena tenere a mente proprio ora che si valuta l’acquisto di una console con lettore ottico a bordo.
Sul fronte dei vincoli, il bundle PlayStation 5 sarebbe accessibile a tutti i clienti dell’operatore. Per chi ha una linea mobile valgono le stesse condizioni previste quando si acquista uno smartphone a rate, quindi permanenza in TIM per 24 mesi. Per i clienti di rete fissa, invece, nessun vincolo di questo tipo.
Come si paga e cosa cambia tra negozio e online
In negozio si può scegliere tra carta di credito e carta di debito, sia su fisso sia su mobile, mentre il conto corrente resta disponibile solo su mobile e limitatamente ai finanziamenti con anticipo una tantum. Online il quadro cambia leggermente: vengono accettate carte di credito dei circuiti Visa, Mastercard, Maestro e American Express, a patto che il titolare risieda in Area SEPA. Carte di debito e IBAN sono ammessi soltanto per prodotti sotto i 330 euro, quindi in questo caso non rientrerebbero. Per tutti gli acquisti effettuati online l’operatore prevede spedizione gratuita e garanzia di 24 mesi.
C’è poi il capitolo TIM Club, l’opzione che dal 10 giugno 2024 viene proposta dalla forza vendita ai clienti di rete mobile quando si sottoscrive un finanziamento TIMFin per prodotti a rate. Permette di ottenere fino a 3 mesi gratis su alcuni servizi e di accedere a promozioni legate al prodotto acquistato. Dal 31 agosto 2026 ha un costo di 19,99 euro una tantum, ma su alcuni canali di vendita, come il sito TIM e l’app MyTIM, esiste la variante gratuita TIM Club Promo, che azzera la spesa. Dal 12 novembre 2025 l’opzione è stata estesa anche ai clienti di rete fissa, in quel caso a 14,99 euro una tantum e con promozioni differenti.
Cosa succede se si lascia TIM prima della fine
Le offerte TIMFin restano subordinate all’approvazione del finanziamento, quindi conviene sempre leggere per intero le condizioni prima di firmare. Il punto delicato riguarda la disdetta: se la linea TIM viene cessata, oppure viene disattivata l’offerta dati propedeutica dove richiesta, il finanziamento diventa oneroso. Il cliente si ritrova a dover pagare gli interessi e la rata finale, con le stesse modalità già applicate agli altri prodotti in rateizzazione. Nei negozi, quando l’opzione dati non è obbligatoria, viene comunque consigliata l’attivazione sulla linea mobile.
Mantenendo attiva la linea e l’eventuale offerta dati, invece, il final ticket lo paga TIM fino alla scadenza del piano, e non è previsto alcun costo di attivazione per il finanziamento. Trattandosi di informazioni non ancora ufficializzate dall’operatore, il tutto va considerato un’indiscrezione priva di valore commerciale.








