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Il primo aggiornamento software di Pixel Watch 5 è arrivato, e porta con sé le patch di sicurezza di settembre insieme a un changelog decisamente più lungo di quanto ci si potesse aspettare. Il firmware passa dalla versione CD5A.260611.008 alla CP3A.260905.002, con un rilascio scaglionato per operatore e per dispositivo, quindi la notifica non comparirà simultaneamente su tutti gli orologi in circolazione. Fin qui, ordinaria amministrazione: Google segue la sua solita routine.
Il dettaglio che salta all’occhio, però, riguarda proprio quell’elenco di novità. Scorrendolo con attenzione, ci si accorge che la gran parte delle funzioni citate era già disponibile al momento del lancio dello smartwatch. In pratica il primo aggiornamento è stato sfruttato come una sorta di riepilogo generale, un promemoria delle capacità già presenti nel prodotto, più che come veicolo per qualcosa di realmente inedito. Chi sperava in aggiunte concrete rimarrà a bocca asciutta.
Cosa sa fare davvero Pixel Watch 5 tra Gemini e modalità offline
Vale comunque la pena ripassare le funzionalità dell’orologio, perché alcune sono tutt’altro che banali. Il cuore dell’esperienza è Gemini, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale di Google, che qui si presenta in tre declinazioni ben distinte tra loro.
La prima riguarda la personalizzazione: Gemini può pescare informazioni dai servizi Google collegati all’account dell’utente, così da restituire risposte più calzanti e meno generiche. La seconda è la modalità offline, forse la più concreta di tutte, perché consente di avviare un allenamento, impostare un timer oppure attivare la funzione “non disturbare” anche in assenza di connessione a internet. Utile in palestra, in montagna, o semplicemente quando la copertura fa i capricci.
La terza modalità sono i Suggerimenti Proattivi, cioè notifiche e consigli che l’assistente propone di sua iniziativa, senza alcuna richiesta esplicita. Qui però arriva il limite più fastidioso dell’intero pacchetto: questa funzione è operativa soltanto se Pixel Watch 5 viene abbinato a un Pixel 11, con Gemini e l’assistenza proattiva già attivi sullo smartphone. Chi possiede un Android di un altro produttore, oppure un Pixel di generazione precedente, resta semplicemente fuori dal giro.
I gesti che riducono il tempo passato sul display
Un altro capitolo interessante riguarda la navigazione senza contatto con lo schermo. Sul fronte dei gesti, l’orologio ha ampliato parecchio il ventaglio di possibilità, e l’obiettivo dichiarato è ridurre al minimo il tempo speso a tamburellare su un pannello grande quanto un francobollo.
La rotazione del polso funziona come un tasto “indietro” universale, valido praticamente ovunque all’interno dell’interfaccia. Il doppio pizzico con le dita, invece, apre le notifiche e At a Glance, permette di scorrere le risposte fornite da Gemini così come le metriche di allenamento, cambia la vista su Google Maps e consente di interagire con applicazioni come Wallet e Registratore. Non sarà rivoluzionario, ma la direzione presa appare sensata: meno tocchi, più fluidità, soprattutto durante attività in cui avere entrambe le mani libere fa la differenza.
Il rollout, come sempre accade con gli aggiornamenti distribuiti da Google, procede a ondate. Alcuni utenti se lo troveranno disponibile nel giro di poche ore, altri dovranno pazientare qualche giorno prima di veder comparire la notifica sul proprio polso. Le patch di sicurezza di settembre restano comunque il contenuto principale e più tangibile di questo primo rilascio.
Per chi ha acquistato lo smartwatch da poco e non ne ha ancora esplorato a fondo le potenzialità, quel changelog gonfiato può paradossalmente rivelarsi utile: elenca nero su bianco cosa il dispositivo è in grado di fare, comprese quelle funzioni che spesso restano sepolte nei menu delle impostazioni e che moltissimi non attivano mai. Per tutti gli altri, quelli che il dispositivo lo conoscono già a memoria, l’aggiornamento si riduce a una manutenzione di sicurezza e nulla di più.








