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Samsung occhiali smart: la seconda generazione avrà il display

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Gli occhiali smart Samsung non sono ancora arrivati sugli scaffali dei negozi, eppure a Seul si lavora già al modello che verrà dopo, quello con il display integrato che nella prima versione manca del tutto. Il primo paio è stato mostrato all’Unpacked di quest’anno, ma la sensazione è che quel prodotto sia più un punto di partenza che un vero traguardo, e la seconda generazione sembra pensata proprio per colmare la lacuna più evidente.

Perché la questione, tolti i giri di parole, è semplice. I primi occhiali di Samsung davanti agli occhi non mostrano niente. Funzionano come un accessorio audio arricchito dall’intelligenza artificiale, utile, forse anche piacevole da indossare, però privo di quell’elemento che tutti si aspettano quando si parla di occhiali intelligenti. La generazione due dovrebbe invece portare notifiche, mappe, messaggi e icone di sistema direttamente nel campo visivo di chi li indossa, senza il gesto ormai automatico di tirare fuori lo smartphone dalla tasca.

Micropannelli minuscoli e un display che nessuno vede da fuori

Sul piano tecnico l’azienda starebbe valutando micropannelli da 0,2 pollici o anche meno, costruiti su tecnologie come OLEDoS o LEDoS. Detto in modo comprensibile, si tratta di display OLED o LED realizzati direttamente su silicio, quindi compattissimi, pensati per stare dentro una montatura senza trasformarla in un casco. Il vetro delle lenti avrebbe poi il compito di amplificare l’immagine e proiettarla nell’occhio, con un accorgimento non da poco: dall’esterno lo schermo non si vedrebbe. Chi sta di fronte non avrebbe modo di capire cosa venga visualizzato in quel momento.

Chi immagina di guardarci un film o sfogliare foto delle vacanze, però, farà meglio a ridimensionare le aspettative. Samsung punterebbe a una gradazione a 4 bit, una scelta che dice tutto sulla filosofia del prodotto: il pannello sarà ottimizzato per testo e icone, non per contenuti multimediali. La priorità è la leggibilità delle informazioni, non la resa cromatica. Un approccio pragmatico, in fondo ragionevole, visto che si parla pur sempre di un paio di occhiali da portare addosso tutto il giorno e non di un visore.

Un occhio o due, la decisione ancora aperta

Resta sul tavolo una scelta che pesa parecchio sul risultato finale. Samsung non avrebbe ancora deciso se il display sarà monoculare, quindi su un solo occhio come accade sui Ray-Ban Meta Display, oppure binoculare. Non è un dettaglio da poco, perché cambia l’esperienza d’uso, il modo in cui le informazioni vengono percepite e anche il design complessivo della montatura. Due strade diverse, con costi e complessità diverse.

Sui tempi, la finestra indicata va dalla seconda metà del 2027 alla prima metà del 2028. Un intervallo ampio, che tiene conto sia dello sviluppo dei pannelli sia della fase successiva di verifica del prodotto, quella in cui di solito emergono i problemi veri. Nulla vieta che il progetto cambi rotta lungo il percorso, del resto succede spesso in questo settore, e con i primi occhiali ancora da vendere conviene trattare queste indiscrezioni con la cautela che meritano.

Un mercato che si muove in fretta

Quello che colpisce, semmai, è la velocità con cui il tema si sta spostando in avanti. Un prodotto viene annunciato, non è ancora sugli scaffali, e già si parla del suo successore con caratteristiche sostanzialmente diverse. Gli smart glasses stanno diventando un terreno di confronto serio tra i grandi nomi della tecnologia, e la presenza o meno di uno schermo davanti agli occhi sembra ormai la linea che separa un accessorio simpatico da un dispositivo capace di cambiare abitudini quotidiane.

Samsung, insomma, sembra aver preso la strada dell’aggiornamento rapido: prima un modello di prova, senza display, poi la versione con lo schermo, quando la tecnologia dei micropannelli sarà abbastanza matura da starci dentro senza compromessi eccessivi su peso e autonomia. Il calendario, per ora, dice 2027 inoltrato.

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