Vai al contenuto
Offerte

Mammoth Solar, il fotovoltaico con batterie allo zinco e litio

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Il fotovoltaico abbinato alle batterie allo zinco è la strada che si sta provando a percorrere per avere energia anche quando il Sole è già sparito dietro l’orizzonte, e in West Virginia sta prendendo forma un impianto che mette insieme tre tecnologie diverse nello stesso posto. Il senso è semplice: il solare non ha problemi a produrre elettricità, ne ha invece parecchi quando si tratta di renderla disponibile la sera, la notte, o in tutte quelle ore in cui la domanda sale e la radiazione solare no.

Ormai il fotovoltaico fa parte delle nostre vite ed è la tecnologia rinnovabile più diffusa, il che non significa automaticamente che sia la migliore. Il limite è strutturale, non dipende dalla qualità dei pannelli. Una fonte intermittente resta intermittente, e finché l’energia prodotta a mezzogiorno non riesce a essere spostata verso le ore serali, il contributo che può dare alla rete rimane parziale.

Il progetto Mammoth Solar e i numeri dell’accumulo

Su questo punto si gioca una fetta consistente della transizione energetica, perché l’obiettivo dichiarato è trasformare qualcosa di imprevedibile in un impianto che assomigli il più possibile a una centrale programmabile. Le batterie sono la risposta più in voga del momento, ma il margine di miglioramento resta largo, e proprio per questo il progetto Mammoth Solar punta su una configurazione ibrida invece di affidarsi a una sola tecnologia.

I numeri aiutano a capire le proporzioni. La parte fotovoltaica arriverà a 86 MW di potenza, affiancata da sistemi di accumulo per complessivi 380 MWh. Dentro quel totale c’è la parte interessante: alle classiche batterie agli ioni di litio verrà aggiunta una batteria allo zinco da 10 MW e 100 MWh, sviluppata da Eos Energy. Non una sostituzione, quindi, ma una convivenza tra due chimiche diverse che lavorano nello stesso impianto e rispondono a esigenze differenti.

Perché mescolare litio e zinco nello stesso impianto

La domanda che viene naturale è cosa cambi davvero rispetto a una soluzione canonica, quella in cui si mettono in fila armadi di litio e si chiude il discorso. La differenza sta nel modo in cui le due tecnologie gestiscono il tempo. Il litio è rapidissimo, reagisce in pochi istanti alle richieste della rete ed è perfetto per coprire gli scarti improvvisi tra produzione e consumo. Lo zinco, con un rapporto tra potenza ed energia molto più sbilanciato verso la seconda, è pensato per scaricare a lungo, in modo più lento e costante.

Basta guardare le proporzioni della batteria di Eos Energy per capirlo: 10 MW di potenza contro 100 MWh di capacità significano un sistema che può erogare energia per molte ore di fila, esattamente la finestra temporale che serve quando il Sole tramonta e i consumi domestici raggiungono il picco. È il tipo di accumulo che permette a un impianto solare di continuare a immettere elettricità in rete quando i pannelli hanno finito il loro turno.

Condividi:
91 Condivisioni