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Pixel 11 o Pixel 10, cosa cambia davvero e quale conviene

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Chi sta valutando l’acquisto di un Pixel 11 in questi giorni si trova davanti a un dilemma piuttosto concreto, perché la generazione precedente è scesa di prezzo in modo abbastanza aggressivo e le novità introdotte da Google non stravolgono l’esperienza d’uso. Vale la pena mettere i due modelli uno accanto all’altro e guardare cosa cambia davvero, gamma per gamma, senza farsi ipnotizzare dal numero più alto sulla confezione.

Partiamo dal modello base. Pixel 11 porta finalmente una configurazione di partenza da 256 GB, un allineamento al mercato che mancava da tempo visto che Pixel 10 partiva da 128 GB. Sotto la scocca arriva il nuovo Tensor G6, che equipaggia tutta la famiglia, e qui la curiosità riguarda meno la potenza pura e più i consumi. La batteria, infatti, resta praticamente identica: 15 mAh in più rispetto al modello dell’anno scorso. La ricarica via cavo rimane ferma a 30 W, quella wireless sale da 15 a 25 W. Sulla ricarica rapida il ritardo è evidente, perché telefoni molto più economici fanno numeri migliori.

Fotocamere e schermi, dove si vedono le differenze

Il capitolo più interessante è quello fotografico. Pixel 11 arriva con un super zoom 30x gestito dall’intelligenza artificiale e con il sensore LDAF per la messa a fuoco laser, componente che nella generazione precedente era riservato solo ai modelli Pro e Pro XL. Sui fratelli maggiori si sale ancora: Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL montano un super zoom 120x, sempre elaborato via software.

Sul fronte display i passi avanti sono minimi. Entrambi i modelli Pro guadagnano 300 nit di luminosità di picco, un incremento intorno al 10% che, dato il modo non lineare in cui l’occhio percepisce la luce, difficilmente si noterà nell’uso quotidiano. Va anche ricordato che il picco si raggiunge solo in situazioni molto particolari.

Un dettaglio meno piacevole riguarda la memoria. Pixel 10 Pro veniva venduto con 16 GB di RAM su tutte le versioni, mentre Pixel 11 Pro si può configurare con 12 o 16 GB a seconda del taglio di archiviazione scelto. Un passo indietro che ha una spiegazione abbastanza chiara nella crisi della RAM. Lo stesso vale per Pixel 11 Pro XL, disponibile con 12 o 16 GB. Le batterie, invece, calano leggermente: 20 mAh in meno sul Pro e 85 mAh in meno sul Pro XL, cifre talmente piccole che l’autonomia reale dipenderà tutta dai consumi del nuovo processore. La ricarica del Pro XL resta a 45 W via cavo e 25 W senza fili.

Prezzi alla mano, quale Pixel conviene

Qui il ragionamento cambia parecchio. Pixel 11 parte da 999 euro nella versione da 256 GB, mentre Pixel 10 oggi si trova a 549 euro con 128 GB e a 649 euro con 256 GB. Il divario è troppo ampio per giustificare il salto, a meno che il super zoom 30x sia una funzione considerata indispensabile. Chi cerca il miglior rapporto tra spesa e resa fa un affare con la generazione precedente, in entrambi i tagli.

Situazione simile nella fascia alta. Pixel 11 Pro parte da 1.199 euro con 256 GB, mentre Pixel 10 Pro si compra a 749 euro con 128 GB e a 849 euro con 256 GB. La differenza è notevole e le migliorie non sono abbastanza per colmarla, fatta eccezione per lo zoom a 120 ingrandimenti.

Il discorso si ribalta con i modelli più grandi. Pixel 11 Pro XL arriverà da 1.399 euro con 256 GB, mentre Pixel 10 Pro XL viaggia oggi sui 1.269 euro nello stesso taglio: 130 euro di scarto, quindi molto meno drammatico, a meno di orientarsi sul ricondizionato dove i prezzi crollano. Attenzione però a un particolare non banale, perché la versione da 256 GB del modello vecchio ha 16 GB di RAM mentre quella nuova si ferma a 12 GB.

Un ultimo elemento da tenere presente riguarda gli aggiornamenti: Google garantisce sette anni di supporto software, il che significa che Pixel 10 e i suoi fratelli continueranno a ricevere aggiornamenti per altri sei anni.

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