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Phil Schiller lascia App Store ed eventi Apple: il riassetto a Cupertino

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Phil Schiller lascia due incarichi che dentro Apple pesano parecchio, la guida dell’App Store e la supervisione degli eventi aziendali, in una fase in cui a Cupertino i cambiamenti ai piani alti non riguardano soltanto la poltrona di amministratore delegato. Il nome, per chi segue l’azienda da anni, dice molto: Phil Schiller è una di quelle figure che hanno attraversato epoche diverse di Apple, restando sempre in una posizione di grande visibilità. E adesso due delle sue responsabilità principali passano di mano.

Il primo tassello è l’App Store, cioè il negozio digitale attraverso cui passa tutto l’ecosistema software di iPhone, iPad e degli altri dispositivi della mela. Non è un ruolo di rappresentanza: significa avere voce in capitolo su regole di pubblicazione, rapporti con gli sviluppatori, politiche commerciali. Un incarico che negli ultimi anni è diventato ancora più delicato, considerando quanto l’App Store sia finito al centro di discussioni pubbliche e di attenzioni regolatorie in mezzo mondo.

Gli eventi Apple cambiano regista

L’altro incarico che Schiller lascia riguarda gli eventi Apple, quelli che ogni anno scandiscono il calendario dei nuovi prodotti e che per il pubblico rappresentano il momento più riconoscibile dell’azienda. Keynote, presentazioni, appuntamenti dedicati agli sviluppatori: dietro la scenografia curata nei minimi dettagli c’è una macchina organizzativa che qualcuno deve coordinare, e finora quel qualcuno era lui.

Chi conosce la storia recente dell’azienda sa che Schiller aveva già alleggerito il proprio profilo operativo tempo fa, mantenendo però proprio queste due deleghe come punto di contatto con la quotidianità di Apple. Il fatto che ora vengano cedute racconta qualcosa di più ampio rispetto al singolo avvicendamento: è un riassetto che tocca aree diverse dell’organigramma, non solo il vertice.

Un ricambio che va oltre il vertice

Il passaggio di consegne, secondo quanto emerso, è già definito, con i due incarichi destinati a essere raccolti da altre figure. La notizia arriva in parallelo al cambio al vertice dell’azienda, il che rende l’insieme una fase di transizione piuttosto marcata per Cupertino. Non capita spesso che si muovano contemporaneamente più caselle di questo livello.

Vale la pena ricordare cosa ha rappresentato Schiller nella comunicazione dell’azienda. Per molti utenti il suo volto è legato al palco, alle slide, ai lanci di prodotto che hanno costruito l’immagine pubblica di iPhone e degli altri dispositivi. Un ruolo che va oltre la casella nell’organigramma, perché tocca il modo stesso in cui l’azienda si racconta al pubblico e alla stampa.

Sul fronte dell’App Store, invece, l’eredità è di natura diversa e più tecnica. Chi prende quel timone si ritrova a gestire un ambito in cui le decisioni hanno effetti concreti su migliaia di aziende e sviluppatori indipendenti, oltre che sulle entrate legate ai servizi digitali, una voce diventata sempre più rilevante nei conti della società.

Per gli utenti finali, nell’immediato, non cambia nulla di percepibile. Le app continuano a funzionare come prima, gli aggiornamenti pure, e gli eventi continueranno a essere organizzati con la stessa cadenza. Ma i movimenti interni di questo tipo tendono a lasciare un segno nel medio periodo, perché ogni nuova guida porta con sé una propria sensibilità su priorità e modalità di lavoro.

Il quadro complessivo, con la successione alla guida dell’azienda e questi due incarichi che passano ad altre mani, disegna una Apple che sta ridefinendo diversi equilibri interni nello stesso momento.

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