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Disney+, le serie che puoi vedere gratis anche su RaiPlay

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Capita spesso di pagare due volte per la stessa cosa, e con le serie disponibili su Disney+ succede più di quanto si immagini, perché diversi titoli presenti nel catalogo a pagamento si trovano anche su RaiPlay, gratis, senza abbonamento e con una qualità audio e video che non fa rimpiangere granché. Si tratta soprattutto di produzioni italiane, fiction Rai finite anche sulla piattaforma di Topolino, che restano però liberamente accessibili sul servizio pubblico. Vale la pena sapere quali sono, prima di rinnovare un abbonamento per vedere qualcosa che si può recuperare senza spendere un euro.

Le fiction che stanno sia su Disney+ sia su RaiPlay

Il primo nome della lista è Buonvino, ovvero Misteri a Villa Borghese. Giovanni Buonvino è cresciuto con l’idea che la giustizia trionfi sempre e che il bene vinca sul male, tanto da entrare in polizia rompendo con la famiglia, che quei principi glieli aveva insegnati senza però immaginare che il figlio diventasse uno sbirro. La carriera è andata bene, fino al grado di vicequestore, poi un errore grave durante un blitz per catturare un latitante importante lo relega a un incarico burocratico noioso e frustrante. La storia parte proprio da lì, dal momento in cui la vita gli offre una seconda occasione con un trasferimento inaspettato dal polveroso ufficio in questura al comando di un commissariato.

Cambio di registro con Libera, ambientata in una Trieste piena di misteri. Il nodo della vicenda è semplice e antichissimo, cioè cosa succede quando la Legge, il valore più alto nella vita di una donna magistrato, si scontra con il desiderio di farsi giustizia da soli. Libera Orlando è una giudice considerata integerrima che finisce per allearsi con un criminale da strapazzo per portare avanti un’indagine segreta e rocambolesca, con tanto di doppia vita per non insospettire colleghi, parenti e l’adorata nipote. Tutto comincia quando riesce a mettersi sulle tracce dell’uomo che ritiene responsabile della morte della figlia Bianca, avvenuta quindici anni prima.

Storie di donne, tribunali e camici bianchi

Studio Battaglia è forse il titolo più amato di questo gruppo. Anna Battaglia lascia il prestigioso studio della madre Marina per un nuovo incarico allo Studio Zander, dove ritrova Massimo, vecchio flirt dei tempi dell’università al quale all’epoca aveva preferito Alberto. Il triangolo c’è, ma il vero cuore del racconto sono le donne di casa Battaglia, tre divorziste e una futura sposa, la sorella Viola. Quattro donne in fasi diverse della vita, ognuna con i propri sogni e turbamenti, tenute insieme da un affetto profondissimo e da un’ironia invincibile che le ha sempre salvate, anche quando tutto sembrava crollare, come venticinque anni prima quando il padre Giorgio se n’era andato.

Più solare l’ambientazione di Roberta Valente, notaio in Sorrento. Roberta porta addosso il segno di una tragedia vissuta in giovane età e da lì nasce la sua ansia da controllo, quella che la spinge a pianificare ogni dettaglio nell’illusione di mettersi al riparo dalle brutte sorprese. Prima a scuola, prima all’università, prima anche al concorso notarile, tanto da potersi scegliere come destinazione Sorrento, dove è nata e dove vive Stefano, il fidanzato storico che sogna di sposare. Tra limoneti profumati e scorci mozzafiato incontrerà persone destinate a cambiarle la vita, in particolare Leda, radiosa cameriera di un bar, e il suo ex fidanzato Vito, giovane pescatore dai modi apparentemente bruschi.

Medici e vicequestori, i due pilastri

Chiudono la selezione due serie che hanno fatto numeri importanti. Doc, Nelle tue mani, arriva su RaiPlay con la quarta e ultima stagione, sempre con Andrea Fanti, il medico che ha perso la memoria degli ultimi dodici anni di vita e che dopo uno straordinario recupero torna a lavorare nel suo ospedale pronto ad affrontare ogni emergenza.

E poi Le indagini di Lolita Lobosco, con il vicequestore che dopo un lungo periodo di lavoro al Nord rientra nella sua Bari per dirigere una squadra composta soltanto da uomini. In un ambiente ostinatamente governato dai maschi, Lolita sceglie di restare sé stessa senza reprimere fascino e bellezza, anzi usa quelle doti per affermarsi e smontare i pregiudizi uno dopo l’altro.

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