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Il conto alla rovescia per Phantom Blade Zero è arrivato alle ultime settimane, e dopo tre anni e mezzo di attesa il gioco d’azione cinese che molti hanno già etichettato come l’erede spirituale di Black Myth: Wukong ha finalmente tutto quello che serve per essere valutato con cognizione di causa. Data fissata, prezzi ufficiali, requisiti PC completi e un quadro dettagliato del sistema di combattimento, arrivato con lo State of Play interamente dedicato dello scorso agosto. Il debutto è previsto per il 29 ottobre 2026 su PlayStation 5 e PC.
La strada non è stata lineare. S-GAME aveva inizialmente indicato il 9 settembre 2026 durante i The Game Awards di dicembre 2025, poi ha spostato tutto di una cinquantina di giorni nel corso dello State of Play di giugno. Motivazione dichiarata dallo studio: pubblicare la versione migliore possibile al day one, senza affidarsi a patch successive. Lo sviluppo si è chiuso ufficialmente all’inizio di agosto, i preordini sono partiti l’11 agosto insieme a un trailer di undici minuti, e il 17 agosto è arrivata la trasmissione più corposa dedicata al gameplay.
Prezzi, edizioni e la questione esclusività
Su PC il gioco sarà disponibile sia su Steam sia su Epic Games Store, in contemporanea con la versione PlayStation 5. Diversi resoconti parlano di una esclusività temporale console di dodici mesi legata alla piattaforma Sony, il che sposterebbe un’eventuale edizione Xbox non prima della fine del 2027. S-GAME, va detto, non ha annunciato nulla in tal senso e non ha nemmeno commentato le voci.
Le edizioni prenotabili sono due su tutti e tre gli store: la Standard a circa 60 euro e la Digital Deluxe a circa 70 euro. Il preordine sblocca in anticipo l’accessorio Treasure Basin e il costume Legacy, entrambi comunque ottenibili giocando normalmente. Da segnalare una scelta controcorrente rispetto a buona parte delle uscite tripla A recenti: nessun accesso anticipato al gioco completo per chi prenota.
Un wuxia che non vuole essere un Soulslike
Lo studio insiste su un punto: Phantom Blade Zero è un action RPG wuxia in terza persona per giocatore singolo, non un Soulslike. Alla regia e alla produzione c’è Qiwei “Soulframe” Liang. Il protagonista si chiama Soul, assassino d’élite al servizio di un’organizzazione sfuggente chiamata The Order. Quando il patriarca dell’organizzazione viene ucciso e la colpa ricade su Soul, comincia la caccia alla verità. Il dettaglio che regge tutta la narrazione è crudele quanto efficace: a Soul restano 66 giorni di vita, e da qui prende il nome anche la modalità di difficoltà più punitiva.
L’ambientazione viene descritta come Kungfupunk, un incrocio tra arti marziali tradizionali, macchinari steampunk e modifiche corporee, con armi che pescano a piene mani dal folklore cinese. Il mondo è il Phantom World, l’azione si svolge nel Wulin. Chi non ha giocato le precedenti serie Phantom Blade e Rainblood non avrà problemi a seguire la storia. Sul progetto c’è anche un nome pesante: Donnie Yen ha contribuito come consulente creativo, oltre a prestare motion capture, facial capture e voce. La campagna principale dovrebbe durare tra le 20 e le 30 ore.
Sha-Chi, armi e otto finali
Il cuore del sistema è il Sha-Chi, risorsa condivisa che funziona come ibrido tra stamina, postura e barra delle abilità, e che vale sia per Soul sia per ogni nemico. Alimenta attacchi pesanti e parate, e se finisce si va in rottura esattamente come un avversario. Si ricarica con attacchi base, parate perfette e controattacchi Ghoststep, più rapidamente con le armi leggere.
Soul porta due armi primarie, le Blades, ognuna con la propria Power Surge come mossa definitiva, e due secondarie, le Phantom Edges, tra cannoni, lance, asce e martelli. L’arsenale confermato supera le 30 armi primarie e le 25 Phantom Edges. Cambiare arma primaria a metà scontro ricarica il Sha-Chi, con un cooldown che impedisce l’abuso della meccanica.
Gli attacchi nemici sono codificati per colore: le Brutal Moves prosciugano la barra se parate male, le Killer Moves non si possono bloccare né deviare. Le difficoltà sono quattro, da Wayfarer a 66 Days, e su PlayStation 5 il trofeo di Platino si ottiene in una sola run. Il mondo si divide in otto regioni interconnesse costruite a mano, con boss e armi segrete, campanelle come checkpoint e parkour tra gli strumenti di spostamento. Gli otto finali dipendono da esplorazione, missioni secondarie e oggetti raccolti.
Requisiti e tecnologia
Il motore è Unreal Engine 5, con ray tracing hardware e, sorpresa dei requisiti ufficiali, anche path tracing completo. Il minimo punta a 1080p e 30 fps con GTX 1660 6GB o RX 5500 XT 8GB, i consigliati a 1440p e 60 fps con RTX 3060 Ti 8GB o RX 6700 XT 12GB, sempre con upscaling attivo e SSD obbligatorio. Per il ray tracing a 1080p e 60 fps serve una RTX 5060 8GB, mentre il path tracing a 2160p richiede una RTX 5080 16GB. Confermati DLSS 4.5 Super Resolution e Multi Frame Generation, mentre su FSR e XeSS non è stato detto nulla. Sul fronte DLSS 5, dopo le polemiche sull’impatto sull’intento artistico, Liang ha pubblicato una lettera in cui conferma che il gioco non integrerà funzioni di intelligenza artificiale capaci di alterare il lavoro degli artisti.
Fonte: TecnoAndroid








