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Opel Frontera Start: il SUV che costa meno di una Corsa

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Con Opel Frontera Start il marchio tedesco prova a giocare la carta del prezzo, portando il suo crossover familiare a un livello che fino a poco tempo fa era territorio esclusivo delle utilitarie. In Germania il listino parte da 21.990 euro, cioè 2.750 euro in meno rispetto alla cifra con cui la vettura si era presentata al debutto. Un taglio netto, pensato per rispondere alla pressione dei SUV low cost arrivati dalla Cina, che stanno costringendo praticamente tutti i costruttori europei a ripensare le proprie gamme partendo dall’essenziale.

La logica è semplice e un po’ spiazzante. Le city car hanno costruito il loro successo sull’accessibilità, ma adesso il ragionamento si ribalta: un’auto a ruote alte, adatta alla famiglia, costa meno di una berlina compatta della stessa casa. Il nuovo allestimento diventa così la versione più economica dell’intera gamma Opel, con tutto quello che ne consegue in termini di posizionamento interno.

Numeri che fanno storcere il naso a qualcuno

Chi ha comprato la Frontera nei mesi scorsi, pagandola di più, difficilmente applaudirà. Anche perché la meccanica resta la stessa condivisa con le sorelle più piccole del marchio. Basta guardare il listino tedesco per capire il paradosso: una Opel Corsa richiede 23.340 euro, ovvero 1.350 euro in più rispetto al SUV. Una Mokka parte addirittura da 27.390 euro. Fuori classifica, ovviamente, il quadriciclo leggero Rocks Electric, fermo a 8.190 euro.

Sotto il cofano trova posto il tre cilindri 1.2 turbo benzina da 100 CV, abbinato al cambio manuale a sei marce. Con l’arrivo della versione Start debuttano i cerchi in acciaio neri da 16 pollici, disponibili su tutti gli allestimenti, insieme alle calotte degli specchietti e alle protezioni perimetrali realizzate nello stesso materiale plastico non verniciato. Niente bianco di serie, come da tradizione per le versioni base: qui la tinta standard è l’Effekt Blue lucido, scelta più coraggiosa del previsto.

Per chi cerca alternative alla benzina, la crossover resta ordinabile anche in versione full electric da 113 CV, con batteria da 44 kWh e un’autonomia dichiarata di 306 km.

Dentro, l’essenziale ma non spartano

L’entry level rinuncia al display touch per l’infotainment, sostituito da un supporto per lo smartphone. Soluzione già vista sull’allestimento Edition, che funziona bene se l’abitudine è quella di usare comunque il telefono per navigazione e musica. Il resto della dotazione di serie però non è affatto povero: quadro strumenti digitale da 10 pollici, climatizzatore manuale, sedile del guidatore regolabile a 6 vie, sensori di parcheggio posteriori e avviso di superamento involontario della corsia.

Le misure aiutano nell’uso quotidiano. Con 4.385 mm di lunghezza, l’Opel Frontera resta gestibile anche tra le strade strette dei centri urbani, offrendo cinque posti comodi e un bagagliaio da 460 litri. Chi vuole qualcosa in più può aggiungere lo Start Comfort Pack, pacchetto opzionale che porta il doppio fondo nel vano bagagli e gli specchietti di cortesia su entrambi i parasole. Dettagli piccoli, certo, ma che nella vita di tutti i giorni si notano.

Resta un dettaglio curioso che riguarda la strategia del gruppo. Sempre in Germania, la Citroën C3 Aircross in allestimento YOU parte da 19.190 euro, cifra sensibilmente più bassa. Due modelli della stessa famiglia Stellantis che finiscono per pescare nello stesso bacino di clienti, con una concorrenza interna piuttosto evidente.

Il tentativo, comunque, è chiaro: presidiare la fascia più bassa del mercato dei crossover prima che lo facciano altri, con una proposta che punta tutto sul rapporto tra spazio disponibile e cifra richiesta. Il confronto diretto è con Dacia, che su questo terreno ha costruito la propria identità e che da anni detta i tempi quando si parla di auto a ruote alte vendute senza fronzoli.

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