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Il nuovo Grok sfida GPT-5.6 e Claude con prezzi aggressivi

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Con Grok 4.6 xAI prova a rimettere le cose a posto dopo mesi complicati sul fronte reputazione, presentando un modello che l’azienda di Elon Musk colloca senza troppi giri di parole nella fascia alta del mercato dell’intelligenza artificiale. Arriva dopo l’acquisizione di Cursor e dopo il lancio di Grok Bot, in una sequenza di mosse che racconta abbastanza bene le intenzioni della società. Il punto, stavolta, non è tanto l’annuncio in sé quanto i numeri e soprattutto i prezzi, che risultano più aggressivi rispetto alla concorrenza diretta.

Secondo la comunicazione ufficiale di SpaceXAI, il nuovo modello punta a un livello di intelligenza paragonabile a quello di GPT-5.6 Sol di OpenAI e di Claude Fable 5 di Anthropic. Sull’Artificial Analysis Intelligence Index il risultato è di 61 punti, esattamente lo stesso punteggio massimo raggiunto da GPT-5.6 Sol e un solo punto sotto Fable 5 Max. Non è il primo della classe, insomma, ma siede nello stesso banco dei migliori. E quando si parla di differenze di un punto su un indice sintetico, la distanza reale nell’uso quotidiano tende a farsi molto sottile.

Agenti AI, coding e lavori lunghi

La direzione presa da Grok 4.6 è chiara fin dalla descrizione: agenti AI capaci di lavorare su orizzonti lunghi. Tradotto in pratica, significa mettere il modello davanti a una codebase mai vista prima, oppure a un lavoro di ricerca articolato, o ancora a progetti visivi complessi, e pretendere che non perda il filo dopo qualche passaggio. SpaceXAI sostiene che il modello riesca a restare concentrato lungo molti passaggi consecutivi e a verificare i propri output prima di andare avanti, che poi è esattamente la capacità richiesta quando un sistema deve macinare compiti in autonomia per ore senza qualcuno che controlli ogni singolo step.

I progressi rispetto a Grok 4.5 vengono presentati come trasversali, visibili cioè su tutti i benchmark elencati dall’azienda. Tra questi compaiono CursorBench, FrontierCode, APEX-Agents e Terminal-Bench, quindi test orientati parecchio al lavoro tecnico e agli agenti. Il merito, stando alla spiegazione fornita, va a un ciclo di addestramento supplementare più lungo, a dati di ingegneria più solidi e a un reinforcement learning potenziato specificamente per il coding e per le attività di knowledge work. Nessuna magia, quindi, ma più tempo speso e materiali di partenza migliori.

Quanto costa e dove si trova

Il capitolo prezzi è probabilmente quello che interessa di più a chi valuta il modello come strumento di lavoro vero. L’API di SpaceXAI chiede circa 1,80 euro per milione di token in input e circa 5,50 euro per milione di token in output. Esiste poi una versione più veloce, che costa il doppio per chi ha bisogno di risposte immediate. Sono cifre competitive se confrontate con modelli di pari livello, e in un mercato dove il divario tecnico tra i primi tre o quattro nomi si sta assottigliando, il listino diventa un argomento di peso.

C’è anche un incentivo iniziale: chi utilizza Cursor o Grok Build riceve il doppio dell’utilizzo incluso per la prima settimana a partire dal lancio. Una spinta pensata per portare gli sviluppatori a provare il modello sul campo invece che leggerne soltanto i grafici.

La disponibilità è immediata e la distribuzione piuttosto larga: Grok 4.6 si trova su Cursor, Grok Build, Grok Bot, l’API di SpaceXAI, OpenRouter, Vercel e Cloudflare. Una copertura di questo tipo lascia intendere che xAI voglia vedere il modello effettivamente in uso, integrato negli strumenti che gli sviluppatori aprono ogni mattina, e non semplicemente celebrato in una tabella di benchmark.

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