In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
I giochi su Android Auto smettono di essere un esperimento riservato a pochi e diventano una funzione a tutti gli effetti, disponibile per chiunque abbia un’auto compatibile. Google ha chiuso la fase beta e ha spostato il gaming in vettura tra le funzionalità pienamente operative, sia sulla piattaforma che si appoggia allo smartphone sia su Android Automotive OS, il sistema integrato direttamente nell’infotainment di alcune vetture. Tradotto in pratica, significa che chi si ritrova fermo in un parcheggio, in attesa di qualcuno o mentre l’auto elettrica si ricarica, ha ora qualcosa in più da fare oltre a scorrere il telefono. La possibilità di giocare sullo schermo dell’auto non è una novità assoluta, perché già da tempo era possibile accedere alla raccolta di titoli pensata da Google per le due piattaforme. La differenza sta nel fatto che il tutto usciva da un percorso di test, con una platea limitata e un catalogo che cresceva col contagocce. Adesso il quadro cambia, e cambia soprattutto per chi sviluppa.
Cosa cambia davvero per sviluppatori e utenti
Il passaggio più concreto riguarda Google Play. Gli sviluppatori possono finalmente pubblicare i loro titoli compatibili nei canali di test aperto e di produzione, senza restare confinati in ambienti chiusi e sperimentali. È un dettaglio tecnico che però pesa parecchio sul risultato finale, perché apre la strada a un catalogo destinato ad allargarsi con nomi e generi diversi. Fino a ieri il numero di giochi disponibili era una manciata, scelta con il contagocce da Google stessa. Da ora in poi la selezione dipende anche dall’iniziativa degli studi che decidono di adattare i propri prodotti allo schermo dell’abitacolo. Per chi sta dall’altra parte, cioè al posto di guida, il funzionamento resta identico a quello già visto durante la fase di prova. I giochi si trovano navigando nella collezione dedicata, si avviano dal display dell’infotainment e girano direttamente lì, senza bisogno di accessori particolari. Nessun controller da collegare, nessuna configurazione complicata. Il sistema di controllo sfrutta il touchscreen e, a seconda del titolo, i comandi disponibili a bordo.
Solo a veicolo fermo, nessuna eccezione
C’è un paletto che Google non ha alcuna intenzione di togliere, e ha senso che sia così. Tutti i giochi su Android Auto e su Android Automotive vengono bloccati automaticamente nel momento in cui il veicolo si mette in movimento. Non esiste una modalità nascosta, non c’è un’impostazione da sbloccare nelle preferenze. Auto ferma, si gioca. Auto in marcia, lo schermo torna alle funzioni di navigazione e media. La logica della sicurezza stradale qui viene prima di qualsiasi considerazione sull’esperienza d’uso, ed è una scelta difficilmente contestabile.
Questa apertura al gaming si inserisce in un disegno più ampio che Google sta portando avanti sull’intrattenimento a bordo. Nei mesi scorsi l’azienda ha lavorato per portare i servizi di streaming video sulle stesse piattaforme, seguendo esattamente la stessa filosofia. Contenuti fruibili quando la vettura è parcheggiata, schermo spento appena si riparte. L’idea di fondo è che il display dell’auto non debba restare inutilizzato nei momenti morti, che per chi guida un’elettrica possono essere anche piuttosto lunghi durante una sosta alla colonnina.
Il tema dell’infotainment come piattaforma di intrattenimento vero e proprio, e non solo come navigatore con radio integrata, è ormai centrale nelle strategie dei costruttori e delle aziende tech. Google si muove su questo terreno cercando di riempire il tempo che si passa in auto senza guidare, e il passaggio dei giochi dalla beta alla disponibilità generale è il segnale che la sperimentazione ha dato risultati sufficienti per andare avanti. La palla ora passa agli sviluppatori, che hanno a disposizione i canali ufficiali di distribuzione per proporre i propri titoli a un pubblico che finora poteva scegliere tra pochissime alternative.
Fonte: TecnoAndroid








