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App Sonos, come configurare gli altoparlanti senza errori

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Configurare gli altoparlanti Sonos tramite la app Sonos oggi è un’operazione molto più lineare di quanto fosse un paio d’anni fa, quando l’aggiornamento software del 2024 aveva trasformato una procedura banale in un piccolo incubo domestico. Quel capitolo è archiviato. L’applicazione, nella sua versione S2, funziona bene e accompagna l’utente passo dopo passo, che si tratti di un diffusore comprato anni fa o di un modello di punta compatibile con il Dolby Atmos. La sostanza non cambia più di tanto: il percorso di collegamento è quasi identico per tutti i prodotti del catalogo. Prima di iniziare servono due cose. La app, scaricabile sia dall’App Store sia da Google Play, e un account Sonos. Poi occorre verificare che lo smartphone o il tablet siano agganciati alla stessa rete a cui verrà collegato il diffusore. Sembra un dettaglio scontato, ma è proprio qui che nasce la maggior parte dei problemi.

La prima configurazione, dall’accensione alla stanza assegnata

Una volta alimentato il diffusore, basta aprire l’applicazione e selezionare la voce per avviare un nuovo sistema Sonos, poi premere su Aggiungi altoparlante. Il software individua l’hardware nel giro di pochi secondi e guida l’utente nella connessione al Wi Fi, quindi conviene avere sottomano la password del router. Il passaggio successivo è l’assegnazione della stanza: Sonos mette a disposizione 22 nomi preimpostati, dal bagno alla sala TV, ma nulla vieta di inventarne uno personalizzato.

Dal secondo diffusore in poi la faccenda si semplifica ulteriormente. Il percorso è Impostazioni, poi Aggiungi altoparlante o componente, e in pochi tocchi il nuovo dispositivo entra a far parte del sistema. Un avvertimento però serve, soprattutto per chi punta a un impianto surround completo: i diffusori posteriori devono essere dello stesso modello. Una coppia di Era 100, per intenderci, non un Era 100 abbinato a un Era 300. Sempre dal menu delle impostazioni, scorrendo fino alla sezione dedicata agli assistenti vocali, è possibile collegare servizi come Amazon Alexa.

Quando la app non trova i diffusori

Se l’applicazione continua a non vedere l’altoparlante, nove volte su dieci la colpa è della rete. Diffusore e smartphone devono trovarsi sulla stessa rete Wi Fi, perché una connessione ospite manda in tilt la comunicazione tra i dispositivi. Anche un cambio recente della password del router può bloccare tutto. Stesso discorso per le VPN, che interferiscono facilmente con il rilevamento: disattivarle temporaneamente è un test veloce. Chi usa iPhone o iPad deve poi accertarsi di aver concesso alla app Sonos il permesso di individuare i dispositivi sulla rete locale. Tenere il software aggiornato, infine, previene parecchi grattacapi futuri.

Se il problema persiste, si passa al riavvio. Si stacca la spina, si attendono almeno dieci secondi, si ricollega e si lascia passare un minuto abbondante prima di ritentare l’associazione. Se compare ancora il messaggio che segnala nessun prodotto trovato, resta il reset di fabbrica, da considerare l’ultima spiaggia perché cancella tutte le regolazioni EQ e le configurazioni TruePlay salvate. La procedura: staccare l’alimentazione, tenere premuto il tasto Bluetooth mentre si riaccende il diffusore, continuare a premere finché la spia lampeggia tra arancione e bianco. Quando diventa verde, il reset è completato. Sui modelli più datati il pulsante da tenere premuto è quello Join, riconoscibile dal piccolo simbolo a forma di anello.

Qualche regolazione per migliorare il suono

La app nasconde strumenti che incidono parecchio sulla resa acustica. Per un impianto home theater vale la pena attivare TruePlay, la funzione che emette toni di prova dai diffusori e li misura con il microfono dello smartphone, mentre si cammina lentamente lungo il perimetro della stanza. Il risultato non è una rivoluzione, ma un profilo audio più equilibrato rispetto a mobili e pareti.

Poi c’è l’equalizzatore, raggiungibile da Impostazioni, Sistema, Altoparlante, Audio, EQ. I cursori vanno da meno 15 a più 15 e coprono bassi, alti, audio surround e uscita del subwoofer. Piccoli aggiustamenti bastano a cambiare chiarezza e corposità. Un consiglio pratico per chi possiede un Sonos Sub: meglio non superare il valore più 5, se si vuole evitare qualche lamentela dai vicini di casa. Per le soundbar con audio spaziale come Sonos Arc Ultra si possono regolare i canali di altezza, mentre i controlli Night Sound e Speech Enhancement alzano o abbassano i livelli di rumore e rendono i dialoghi più intellegibili quando gli effetti dei canali posteriori li coprono.

Fonte: TecnoAndroid

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