La Odissea di Christopher Nolan ha diviso pubblico e studiosi fin dai primi dettagli, e adesso arriva anche la voce di Armand D’Angour, docente di Lingue e Letterature Classiche all’Università di Oxford, che sul film ha scritto una riflessione tutt’altro che banale. La sua sentenza, in fondo, è chiara: come spettacolo cinematografico questa pellicola si guadagnerà un posto nel pantheon del cinema, anche se di omerico ha davvero poco.
Vale la pena partire da qui, perché è il cuore del ragionamento. D’Angour non giudica il film come un tentativo di catturare ciò che rende il poema così memorabile, ma piuttosto come un’operazione che prende la storia centrale di avventura e la espande su scala IMAX. Ed è proprio in questo senso, dice, che il risultato è spettacolare e regalerà parecchio divertimento a chi ama lo spettacolo, il terrore e le scene di combattimento. Lo stesso pubblico, insomma, che due decenni fa aveva fatto il successo di 300.
Un film d’azione più che un poema epico
Christopher Nolan, del resto, è sempre stato un regista con l’ambizione di superarsi. Millimetrico, perfezionista, uno che cerca l’eccellenza tecnica e narrativa in ogni progetto. Nel 2023 ci era riuscito con Oppenheimer, con cui aveva vinto per la prima volta l’Oscar come miglior regista e miglior film. E nel 2026 ha alzato di nuovo l’asticella osando adattare l’epopea di Omero, un testo scritto quasi 3.000 anni fa.
Con un budget di circa 230 milioni di euro, questa è la sua prima incursione nel fantasy epico e mitologico, e mai come stavolta si è allontanato da quell’ossessione per il realismo che aveva caratterizzato film come Interstellar. Qui ha abbracciato la fantasia senza troppi complessi, mettendo Odisseo di fronte a creature mitologiche, streghe e divinità, ma con un esito più terreno. Il viaggio di Odisseo resta, in fin dei conti, un racconto di sopravvivenza con un messaggio contro la guerra che è pura creazione del regista.
Secondo D’Angour, La Odissea è soprattutto una pellicola d’azione adrenalinica con effetti speciali impressionanti. Un ciclope mostruoso, battaglie brutali, un cavallo di legno che sembra una meraviglia dell’ingegneria e un saccheggio di Troia così spietato e vivido da ricordarci la triste realtà della guerra. Il pubblico a cui Nolan si rivolge, osserva il professore, è cresciuto con la fantasia, l’orrore e le sequenze di battaglia sanguinose, non certo con la letteratura greca antica.
Dei più pragmatici e un Odisseo di forza bruta
Interessante anche il modo in cui il film tratta il divino. La pellicola conserva gli dei, ma dà loro un tocco più pragmatico. Omero poteva entrare e uscire dall’Olimpo con leggerezza, mentre Nolan doveva tenere tutto più realistico e con i piedi per terra. L’Atena interpretata da Zendaya compare di tanto in tanto, e il film lascia aperta la domanda se sia davvero lì oppure frutto dell’immaginazione di Odisseo. Una scelta pensata, spiega D’Angour, per un pubblico che non prende l’Olimpo alla lettera.
Non mancano però le note critiche. Il professore lamenta alcune omissioni e il modo in cui certe parti sono state ammorbidite. L’Odisseo del film, interpretato da Matt Damon, è più forza bruta che intelligenza. Non c’è spazio, dice, per quell’astuzia verbale che rende l’eroe di Omero un guerriero tanto scaltro quanto ingannatore. La libertà con cui Nolan ha affrontato il testo, del resto, aveva già scatenato polemiche fin dai primi dettagli, a partire dalle scelte di casting bollate da alcuni come ‘woke’ e dai vari anacronismi individuati.
La riflessione dell’esperto rimane comunque netta. I classicisti noteranno di sicuro le lacune e le confusioni, ma la maggior parte degli spettatori vorrà divertirsi, e lo farà. Accetteranno di buon grado la sceneggiatura prevedibile, i dialoghi piatti e i cattivi stereotipati presentati come i pretendenti. La Odissea di Nolan non sarebbe mai stata quella di Omero, di omerico ha poco e di ellenico niente. Ma come opera cinematografica spettacolare, basata sulla grande storia del ritorno a casa raccontata da Omero, un posto nel pantheon del cinema se lo guadagnerà senza dubbio.


