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Occhiali smart: Meta ed EssilorLuxottica tracciano la strada

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Meta investe 3 miliardi in EssilorLuxottica per puntare sugli occhiali smart e portare la tecnologia direttamente sul viso.

C’è qualcosa di curioso, quasi poetico, nell’idea che un colosso come Meta stia mettendo radici nel mondo dell’eyewear. Non si tratta solo di una partnership tecnica o di un accordo commerciale: stavolta Meta ha deciso di diventare parte vera e propria di EssilorLuxottica, uno dei nomi più solidi e influenti quando si parla di occhiali nel mondo. Non proprio una storiella da Silicon Valley, ma un investimento da circa 3 miliardi di euro — almeno secondo Bloomberg — che la dice lunga su dove voglia arrivare Zuckerberg.

 

Meta e EssilorLuxottica, l’ingresso da 3 miliardi nel mondo degli occhiali smart

Ray-Ban e Oakley, i due marchi scelti fin dall’inizio per ospitare la tecnologia Meta, sono solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è un intero impero che controlla marchi storici come Persol, Oliver Peoples, Vogue Eyewear e molti altri. Un impero che, fino a qualche anno fa, con il mondo tech aveva poco a che fare. Oggi, invece, le cose stanno cambiando in fretta.

Gli occhiali smart sono ancora una nicchia, è vero. Ma se guardiamo a quanto si stanno muovendo velocemente le grandi aziende — Apple, Google, Xiaomi, solo per citarne alcune — diventa evidente che qualcosa bolle in pentola. E Meta, che già con i Ray-Ban Stories aveva fatto un primo tentativo, ora punta sul lungo termine. Vuole smarcarsi dalla tirannia degli smartphone, da quei display che ci portiamo ovunque, e spostare parte della nostra vita digitale direttamente sul viso.

EssilorLuxottica, dal canto suo, non è più solo il regno delle lenti da sole alla moda o degli occhiali da lettura eleganti. Con questa operazione, fa un passo deciso nel mondo dell’elettronica di consumo, un territorio che, se ben giocato, potrebbe aprirle strade impensabili fino a pochi anni fa. Non a caso l’amministratore delegato Francesco Milleri aveva già anticipato le sue ambizioni parlando di “occhiali capaci di sostituire molti dispositivi tecnologici”.

Per ora siamo ancora agli inizi, ma il segnale è chiaro: non si tratta solo di accessori connessi, ma di un’intera visione del futuro in cui la tecnologia diventa quasi invisibile — elegante, quotidiana, indossabile.

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