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NVIDIA RTX 5090, connettori ancora fusi: il nodo è la corrente

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Il problema dei connettori che si fondono sulle schede video NVIDIA non è mai sparito davvero, nonostante l’azienda sostenesse di averlo risolto. Neppure la serie RTX 50, che sulla carta doveva essere al riparo, è rimasta fuori dalla vicenda. A poche settimane dal lancio circolavano già in rete le foto di spine bruciate su RTX 5090, e le segnalazioni continuano ancora oggi.

Nvidia: dal caso RTX 4090 al nuovo connettore

Sono passati quasi quattro anni dall’inizio della saga. Le prime vittime furono le RTX 4090, all’epoca le GPU consumer più potenti in circolazione, vendute a circa 1.500 euro. Con un prezzo simile ci si aspetterebbe una scheda capace di reggere qualsiasi cosa, eppure le segnalazioni arrivarono in fretta, anche con carichi di lavoro tutt’altro che pesanti. La fusione avveniva sia dal lato della scheda sia da quello dell’alimentatore, con pratiche di reso e sostituzioni a catena.

NVIDIA indagò e puntò il dito non sull’hardware ma sul modo in cui gli utenti collegavano il cavo. Se il connettore 12VHPWR non era inserito fino in fondo diventava un rischio d’incendio, e anche piegarlo era fortemente sconsigliato. L’azienda parlò di circa 50 casi in tutto il mondo e Gamers Nexus confermò la valutazione, stimando un tasso di guasto intorno allo 0,04%. Venne promessa anche una procedura di reso accelerata.

Il passo successivo fu il 12V 2×6, con pin di rilevamento più corti di 1,5 mm e terminali di alimentazione più lunghi di 0,25 mm rispetto al vecchio standard. L’idea era semplice. Se la spina non è inserita completamente i pin di rilevamento non fanno contatto e la scheda non assorbe energia. NVIDIA si disse talmente fiduciosa da non aspettarsi problemi di fusione su RTX 5090. Quei pin più corti però confermano soltanto l’inserimento corretto, senza dire nulla su come la corrente si distribuisce tra i sei pin a 12V. Una scheda che vede la spina ben collegata continua quindi a chiedere piena potenza anche se un solo filo sta facendo quasi tutto il lavoro.

Il vero nodo è la distribuzione della corrente

Per capire cosa succede bisogna tornare alla serie RTX 30. Lì NVIDIA trattava il connettore a 16 pin come tre sorgenti a 12V separate, ognuna con il proprio resistore shunt, così la scheda poteva bilanciare il carico su ciascuna coppia di fili. Con le RTX 40 e poi con le RTX 50 le sei linee sono state accorpate in un unico ingresso e la GPU conosce solo l’assorbimento totale. Piccole differenze di resistenza di contatto tra i pin sono normali in qualsiasi connettore prodotto in serie, e la corrente segue sempre la strada che oppone meno resistenza.

I test sul campo lo dimostrano. Der8auer ha misurato su una RTX 5090 Founders Edition due fili su sei oltre i 22 A, mentre gli altri restavano tranquilli intorno ai 2 A. Il connettore lato alimentatore invece di tranquillo aveva ben poco e toccava i 150 gradi. Ogni pin è progettato per circa 9,5 A. Non tutti i recensori hanno ottenuto gli stessi risultati, ma il semplice fatto che siano emersi resta preoccupante.

Nel 2026 i casi continuano e il DLSS 5 non aiuta

Il mercato delle GPU è peggiorato parecchio nell’ultimo anno e oggi una RTX 5090 costa tra 4.300 e 6.400 euro circa. Le segnalazioni però non si fermano. Una redazione specializzata ha perso una RTX 5090 FE e un alimentatore be quiet! Dark Power 13 a causa di un cavo fuso, e NVIDIA ha sostituito la scheda. Hardware Unboxed ha rilevato circa 175 gradi su un cavo del proprio banco di prova con una ROG Astral RTX 5090, con uno schema identico a quello già visto. Un filo viaggiava intorno ai 22 A mentre gli altri non facevano quasi nulla.

Poi c’è il DLSS 5. Oltre alle critiche sulla qualità delle immagini generate dall’intelligenza artificiale pesa soprattutto l’aumento dei consumi. In NBA 2K27 l’assorbimento è passato da circa 465 W a un massimo di 575 W, e poco dopo un utente ha segnalato la fusione del connettore della propria RTX 5090 proprio durante le prove con la nuova tecnologia.

Il fenomeno resta raro ma non impossibile. Le precauzioni sono sempre le stesse e consistono nello spingere la spina fino all’inserimento completo, lasciare almeno 35 mm di cavo dritto prima di qualsiasi curva e ricontrollare il collegamento dopo le prime sessioni di gioco. Meglio evitare prolunghe, adattatori e ponti vari, che possono invalidare la garanzia e non sempre servono. Un’altra strada è l’undervolting, che non garantisce protezione dal problema ma rappresenta comunque una strategia valida per ottenere prestazioni migliori e una maggiore longevità della scheda.

Fonte: TecnoAndroid

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